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ORIGAMI - VOLO DI FARFALLA: DONNE & MAMME CORAGGIO 2022

  • "La disabilità è negli occhi di chi guarda"
  • (Franco Bomprezzi).
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MAMMA BARBARA è LA SECONDA TESTIMONIAL del 2022

SONO LIETA di presentarvi Barbara, mamma adottiva, avvocato pentito, volontaria per vocazione che ama divulgare la normalità della diversità

Ho conosciuto Barbara su IG e, andando a curiosare il suo profilo, mi sono subito commossa perchè ho ritrovato in lei molte esperienze vissute e testimoniate dalle mie nonne Noemi e Marilli, dai miei genitori e da mia zia Ida: testimonianze di aiuto dell'umano secondo tutte le sue sfaccettature, chiari e scuri , salute e malattia, abilità e diversamente abilità.

Barbara ha adottato sua figlia Caterina quando la bambina aveva 3 anni e quindi si è ritrovata a dover imparare ad essere mamma rispettando ed accogliendo vissuto ed esperienze pregresse totalmente sconosciute.

Barbara si occupa di adozione, di formazione in campo adottivo e di disabilità vissuta e divulgata con ironia: disabilità considerata come una delle tante caratteristiche di una persona.

Barbara crede fermamente che il valore della diversità vada insegnato ai bambini fin da piccoli, grazie a libri e giochi inclusivi e grazie alla vicinanza con persone con disabilità perchè i bambini sono il futuro e se i bambini non hanno paura della diversità sarà un futuro migliore per tutti.

Barbara segue tanti bei progetti con tante associazioni sia riguardanti adozione e disabilità

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Anche a Barbara ho posto le domande ispirate ai percorsi educativi che seguo con Kristel Sundari perchè sono convinta, come affermò la dott.ssa Montessori, che l'"educazione non è un momento isolato dell'esistenza ... bensì essa deve essere un concreto aiuto alla Vita in tutte le sue espressioni"

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  • La dott.ssa Maria Montessori ha lasciato all'Umanità un Metodo educativo il cui motto principale è "AIUTAMI A FARE DA ME" e vede il bambino come persona completa, il cui destino è costruire una società nuova e improntata alla pace. Alla luce del tuo essere una mamma adottiva, come valuti questo motto? Ritieni che sia utile per i bambini adottati e che sia importante anche per i loro fratelli/sorelle acquisiti e gli adulti di riferimento?

Il metodo educativo di Maria Montessori “Aiutami a fare da me” è stato talmente innovativo nella sua estrema semplicità che rimarrà sempre attuale.

Alla luce del mio essere mamma adottiva ritengo che questo metodo sia, se possibile, ancora più adeguato al mondo dell’adozione, soprattutto nei casi, come il mio, in cui i bambini arrivano dopo qualche anno dal loro venire alla luce. Mia figlia è giunta al nostro cuore all’età di 3 anni e avendo vissuto dalla nascita in una casa per bambini abbandonati, aveva acquisito molte competenze dovute all’assenza della persona di riferimento e di accudimento, pertanto già a 3 anni aveva imparato a “fare da se”.

Caterina si lavava, vestiva e mangiava da sola. Il pannolino chissà da quanto tempo le era stato tolto, quindi era molto indipendente.

Noi mamme adottive, soprattutto dopo anni di attese burocratiche, viaggi della speranza e delusioni, quando finalmente abbracciamo i nostri figli del mondo, tendiamo a voler colmare tutto il vuoto pregresso, accudendo i nostri piccoli in maniera sproporzionata. La maternità ci arriva all’improvviso, con un bambino che ha una sua storia e senza istruzioni. Mia figlia parlava un’altra lingua e cercando di interpretare i suoi desideri e le sue necessità dallo sguardo ho vissuto la frustrazione di non conoscere le sue espressioni e non comprendere cosa stessero a significare. Cercare di comprenderla è stato un percorso lungo e pieno di fatica ma mi sono sempre imposta di rispettare e mantenere le sue autonomie, quelle che con non poca fatica, lei aveva appreso. Non ho provocato quella regressione che tanto avrebbe gratificato il mio sentirmi totalmente mamma.

Ecco, la Montessori in questo è stata di grande supporto. Lo è stato per noi genitori e per tutti gli adulti e bambini della famiglia.

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  • Il pedagogista Loris Malaguzzi ha insegnato che il bambino è dotato di CENTO LINGUAGGI, ossia plurimi accessi alla realtà e al mondo: per questo motivo egli deve essere messo nelle condizioni di attivare contemporaneamente più modalità espressive, esercitando contestualmente le mani, il pensiero e le emozioni. In questa ottica ritieni che una condizione di disabilità in un bambino o in un adulto sia di ostacolo o in sintonia con questa visione?

La visione del Pedagogista Loris Malaguzzi, che ci insegna che il bambino è dotato di cento linguaggi, dovrebbe a mio parere, essere applicata a livello scolastico e sociale soprattutto ai bambini con disabilità in quanto è centrata sull’attenzione primaria al bambino e non alla materia. Ogni bambino costruisce la propria intelligenza e l’adulto deve fornire solo gli strumenti. Ritengo che questo pensiero sia il più inclusivo in assoluto perché, attraverso la sua applicazione concreta scopriamo che le intelligenze sono differenti per ogni bambino, che abbia o no una disabilità.

Gli stereotipi sono i maggiori nemici dell’inclusione mentre la visione di Malaguzzi e la sua scuola ci pongono di fronte alla certezza che ogni cervello è accessibile.

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  • Il Prof. Howard Gardner propone il superamento della vecchia concezione d’intelligenza come fattore misurabile tramite il Q.I. (quoziente di intelligenza) descrivendo il bambino come portatore non di un'unica intelligenza ma di DIVERSE INTELLIGENZE (linguistica, musicale, logico-matematica, spaziale, corporea-cinestetica, intrapersonale, interpersonale, naturalistica, spirituale) ovvero numerose strade/opportunità per raggiungere un obiettivo. Ti consideri un'avvocato pentito e Ti impegni a divulgare la normalità della diversità: l'esperienza come volontaria per vocazione Ti ha aiutata a scoprire e attuare diverse o nuove intelligenze che magari prima non avevi mai usato? O a renderti conto che, pur se diversamente abili, le persone con problematiche mentali e fisiche hanno numerose abilità e intelligenze, fuori dalla norma?

Ritengo la teoria del Prof. Howard Gardner, che sostiene esistano 9 intelligenze, molto affascinante. Credo nella visione di intelligenza dinamica e non univoca. Recentemente ho seguito un corso in cui sono stata sottoposta al test delle intelligenze e non mi ha sorpreso vedere sviluppate in me quelle più legate all’empatia e allo spirito. Probabilmente 20 anni fa non sarebbe stato così. Le esperienze che ho scelto di sperimentare hanno sicuramente contribuito a nutrire e far evolvere alcuni aspetti delle mie intelligenze. Sono un avvocato, ho esercitato per 18 anni, interrogandomi ogni giorno se quella fosse la mia strada. Parallelamente ho sempre svolto attività di volontariato con persone con disabilità, l’ho fatto per vocazione, era una necessità e lo è tutt’ora. Quando ho scelto di diventare mamma di una bambina già nata, di 3 anni, che non conosceva cosa fosse l’accudimento, ho deciso che avrei dedicato tutto il tempo iniziale alla costruzione del nostro rapporto. Ho lasciato in sospeso la mia professione e discostandomi ho compreso di essere un avvocato pentito.

Frequentare persone con differenti disabilità mi ha permesso di comprendere l’esistenza delle varie intelligenze. Esempi concreti sono davanti ai miei occhi:

  • Una donna con la SLA, completamente immobile ha scritto due libri col cursore oculare,
  • una ragazza con paralisi agli arti inferiori è diventata campionessa paralimpica di nuoto,
  • un ragazzo con sindrome di Down ha partecipato agli Special Olympics qualificandosi per il ping pong.

Noi considerati normotipici non ne saremmo in grado e questo perché le intelligenze sono tante e ogni persona sviluppa quelle necessarie al proprio vivere. La conclusione è che siamo tutti uguali e tutti diversi.

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4) Come donna, moglie, mamma adottiva hai un consiglio che vuoi regalare ad una bimba di 4 anni per il suo futuro?

Come mamma adottiva ad una bimba di 4 anni direi di non fermarsi mai all’aspetto delle persone, direi di andare oltre e scoprire il mondo che esiste dentro di esse. La bellezza è distribuita a tutti in egual misura, servono gli occhi giusti per vederla e ti auguro di averli questi occhi perché come diceva il grande prof Franco Basaglia “visto da vicino nessuno è normale” e questa è la magia della vita, avvicinati.

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TROVI BARBARA VIA SOCIAL QUI

 

 @barbara_zallio

 Barbara Zallio

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GRAZIE di CUORE CARA BARBARA per la GENTILEZZA, SENSIBILITA' ED EMPATIA che trasmetti, condividendo speranza, rispetto e amore per una VITA che sia sempre INCLUSIVA e perciò, realmente UMANA

 

 

 

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