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ORIGAMI - VOLO DI FARFALLA: DONNE & MAMME CORAGGIO 2021

"Non stiamo crescendo bambini, stiamo crescendo adulti"
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MAMMA CARLOTTA  è LA QUARTA TESTIMONIAL del 2021

SONO LIETA DI PRESENTARVI CARLOTTA, DONNA, MOGLIE E MAMMA ESPERTA DEL METODO MONTESSORI

Ho conosciuto Carlotta grazie a IG e mi sono subito trovata molto in sintonia con lei, sia perchè conosce approfonditamente e applica quotidianamente il Metodo Montessori coi suoi bambini e in famiglia sia perchè ama viaggiare (ha girato praticamente mezzo mondo)

Carlotta, infatti,nel suo blog "LA TELA DI CARLOTTA"

 

 

  • ha scritto 4 libri per la collezione “Gioca e Impara con il metodo Montessori” a cura di Grazia Honegger Fresco (progetto del Corriere della Sera e de La Gazzetta dello Sport) e il nuovo libro "Come si fa un bebè" per spiegare la sessualità ai nostri bambini

 

  • ci racconta il mondo che scopre e vive  avendo scelto di vendere tutto per girarlo insieme a suo marito Alex e i loro 2 figli Oliver e Emily

  • in “La Tela Shop" promuove i prodotti che seleziona personalmente, sostenendo i piccoli creatori di talento

Sono lieta di condividere il suo MONTESSORI COME STILE DI VITA durante le LIVE mensili del progetto EDU-CREATIVE CHANNEL sul mio canale IG @grawidanza e le sono grata per aiutarmi a far conoscere parte del mondo a Kristel Sundari (visto che, rispetto alla sua, la nostra famiglia non ha le possibilità per viaggiare) con il progetto creativo MY MONTLY MONTESSORI BEDROOM che per il 2021 è dedicato al WORLD TOUR

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Anche a Carlotta ho le domande ispirate ai percorsi educativi che seguo con Kristel Sundari e sono onorata di poter condividere con Voi le sue risposte vista la sua straordinaria conoscenza ed esperienza quotidiana col Metodo Montessori e l'Educazione a lungo termine, in linea con quanto affermò la dott.ssa Montessori, ossia che l'"educazione non è un momento isolato dell'esistenza ... bensì essa deve essere un concreto aiuto alla Vita in tutte le sue espressioni"

1) La dott.ssa Maria Montessori ha lasciato all'Umanità un Metodo educativo il cui motto principale è "AIUTAMI A FARE DA ME" e vede il bambino come persona completa, il cui destino è costruire una società nuova e improntata alla pace. Alla luce della Tua esperienza di mamma montessoriana come valuti questo motto? Ritieni che sia utile ed importante anche per gli adulti? 

“Aiutami a fare da me” è una delle basi della pedagogia Montessori, ma credo che oggi molti la usino perché va di moda, senza capirla davvero: non significa solo lasciare che il bambino faccia da sé e quindi non aiutarlo (come molti genitori pensano), ma significa che l’adulto dovrebbe aiutare tanto quanto è necessario, ma sempre il meno possibile. Per esempio, se vedo che mio figlio si frustra facilmente all’ora di mettersi le scarpe, anche se penso che possa farlo da solo, io lo aiuto tanto quanto è necessario, ma il meno possibile (che magari significa che lui chiude “solo” il velcro da solo). Significa dedicare tempo ad osservare il bambino – osservarlo un po’ più a lungo prima di intervenire, anche se l’istinto di aiutarlo è forte. Significa dargli fiducia e credere che ci riuscirà, sia che stia scalando un albero o portando un bicchiere d’acqua al tavolo. E poi significa anche non soccorrerlo immediatamente quando quel bicchiere d’acqua lo rovescia: se vediamo che non è sopraffatto dal suo “errore”, dovremmo lasciargli il tempo e lo spazio per risolvere il problema da solo (per questo non ci va solo fiducia, ma anche un ambiente preparato, dove il bambino abbia a sua disposizione ciò che gli serve per pulire). Tutto questo e molto di più si nasconde dietro a quella famosa frase “aiutami a fare da me”.

Mi ha fatto sorridere che tu mi chieda se sia importante anche per gli adulti e la risposta che mi viene più spontanea è: “importantissimo”. Ma magari non nel senso che ci si potrebbe aspettare. Ultimamente si parla tanto di carico mentale in relazione al ruolo della madre nella famiglia, ma se poi la madre, che arriva da una società in cui la responsabilità della famiglia ricade interamente sulle sue spalle, non lascia tempo e spazio al marito di fare da sé, non possiamo aspettarci che i ruoli si equilibrino. Ho visto spesso madri al parco giochi che prendono il bambino che piange dalle braccia del padre e so che molte donne, quando allattano, non lasciano soli i bebè con i papà pensando che i mariti o compagni non siano in grado di calmarli senza seno, cosa che non è vera: dovremmo dare l’opportunità ai papà di fare più da sé (anche se non ce lo chiedono). Se vogliamo l’equilibrio di ruoli in casa dovremmo prima di tutto partire da noi e dalla nostra famiglia e cambiare queste piccole abitudini (ma grandi mentalità): ogni cambiamento inizia in casa. 

• 2)  Maria Montessori, ne "La scoperta del bambino" sosteneva che "tutte le vittorie e tutto il progresso umano riposano sulla forza interiore". Hai creato il blog “La Tela di Carlotta” e sei autrice di 2 video-corsi besteller sul Metodo Montessori (“Educare a lungo termine” e “Co-schooling: educare a casa”): secondo la Tua esperienza di mamma viaggiatrice e che lavora da casa con 2 figli sotto lo stesso tetto 24h su 24 , quanto è importante saper coltivare , incentivare e valorizzare questa abilità fin dalla più tenera età? 

Per me è fondamentale. Viaggiare a tempo pieno con bambini piccoli e lavorare da casa con loro h24 mi ha messo davanti a me stessa in una maniera che non mi aspettavo: non ci sono angoli della casa dove “rifugiarsi”, perché gli appartamenti dove viviamo sono piccoli, la nostra postazione di lavoro è al tavolo da pranzo o sul divano con i bambini che giocano nella stessa stanza e, se non me li prendo, non ci sono momenti per stare sola con me stessa, per prendermi cura della donna dietro la madre e sposa.

La forza interiore l’ho trovata e sviluppata grazie all’evoluzione personale che porto avanti da circa 10 anni, prima scoprendo il mindfulness e poi la filosofia Montessori: mi hanno aiutata a conoscermi meglio e trovare gli strumenti per gestire le mie emozioni, ma impararlo in età adulta non è stato semplice.

Io credo che oggi, con gli strumenti che abbiamo a disposizione, noi genitori possiamo (e dobbiamo) aiutare i nostri bambini a sviluppare la forza interiore fin da piccoli, strada facendo. Sarebbe bello poter contare contare di più sulla scuola, ma purtroppo nessuna delle materie che si reputano fondamentali a scuola la insegna. La forza interiore ha più a che fare con l’auto controllo e l’auto motivazione, che non sono affatto promossi dal sistema scolastico tradizionale fatto di nozioni impartite, test, voti, correzioni, premi e punizioni. Anche per questo mi piace la scuola Montessori e spero che sempre più scuole tradizionali pubbliche in Italia decidano di integrare elementi di questa eccellenza pedagogica (fondata da un’italiana, tra l’altro), come sta già avvenendo in tante parti del mondo: quando i bambini non devono fare ciò che dice l’insegnante, per esempio, ma possono seguire i propri interessi, mantengono vivo l’amore per il sapere e sviluppano l’auto motivazione per ottenere quel sapere; quando i bambini non vengono messi in punizione per un errore commesso, ma trovano accoglienza e accettazione dell’emozione e vengono guidati verso la pace, possono sviluppare l’auto controllo e imparare a risolvere i conflitti da soli. Questo porta alla forza interiore. La scuola tradizionale si concentra troppo sull’aspetto accademico e poco sull’aspetto umano – da sempre, è nata per formare lavoratori, non individui, e da allora si è evoluta poco – quindi sta a noi genitori, a casa, aiutare i nostri bambini a sviluppare queste abilità fin da piccoli, iniziando dal nostro esempio: siamo i primi educatori dei nostri figli.

 •   3) Il pedagogista Loris Malaguzzi (1920-1994) ha insegnato che il bambino è dotato di CENTO LINGUAGGI, ossia plurimi accessi alla realtà e al mondo: per questo motivo egli deve essere messo nelle condizioni di attivare contemporaneamente più modalità espressive, esercitando contestualmente le mani, il pensiero e le emozioni.  Il Prof. Howard Gardner (classe 1943, docente di Cognitivismo e Pedagogia  alla Facoltà di Scienze dell'Educazione all'Università di Harvard) propone il superamento della vecchia concezione d’intelligenza come fattore misurabile tramite il Q.I. (quoziente di intelligenza) descrivendo il bambino come portatore non di un'unica intelligenza ma di DIVERSE INTELLIGENZE (linguistica, musicale, logico-matematica, spaziale, corporea-cinestetica, intrapersonale, interpersonale, naturalistica, spirituale) ovvero numerose strade/opportunità per raggiungere un obiettivo. Il Metodo Montessori, essendo un metodo nato all'inizio del 1900 in che modo è ancora attuale e può aiutare a scoprire e attuare diverse o nuove intelligenze? 

Sarò di parte, perché conosco bene il Metodo Montessori e lo studio da anni (ho anche la formazione AMI per le fasce d’età 3-6 e 6-12), ma per me è più attuale che mai: quando si leggono i libri di Maria Montessori sembra di leggere del nostro mondo, della nostra società. E questo significa o che non siamo evoluti affatto o che Maria era una visionaria: io, personalmente, ho bisogno di credere che sia la seconda.
Nonostante i miei figli siano andati per un mese a una scuola Reggio a Singapore, conosco poco il metodo fondato da Malaguzzi, ma non sono affatto una purista del Metodo Montessori: mi piacerebbe che ci fosse più flessibilità e cooperazione, che gli educatori conoscessero e integrassero metodi diversi come Reggio, Waldorf, Montessori, che io trovo molto affini. 

Per esempio, Malaguzzi parla dell’importanza della mano. Maria Montessori scrive che i bambini tra 0 e 6 anni hanno una mente incredibile, che lei definisce “assorbente”: assorbe tutto nel suo raggio d’azione, proprio come una macchina fotografica d’altri tempi, quando non si poteva ancora zoommare – la nostra mente adulta, invece, è più come quella di un pittore che si concentra su un dettaglio alla volta. E sai qual è, secondo Maria Montessori, lo strumento principale della mente? La mano. I bambini sono esploratori e studenti sensoriali e imparano meglio attraverso l’uso delle mani, toccando, manipolando – e dalle emozioni che si generano proprio da quell’esperienza sensoriale. Per farti capire il potere della mente assorbente, ti direi di pensare al sapore di una pietra: sono convinta che anche senza mettertela in bocca riesci a immaginarne il sapore perché da piccola, nelle tue esplorazioni, di pietre te ne sei sicuramente messe in bocca qualcuna.

Quando, invece, penso alle diverse intelligenze di Gardner, anche se non immediatamente relazionato, mi viene in mente il “Great Work” in un’aula elementare Montessori il “grande lavoro” è un progetto che si espande nel tempo e nello spazio, intreccia le aree di apprendimento (che noi chiameremmo “materie”) e le combina per arrivare a quello che la mente vuole imparare: è tutto deciso dai bambini, che seguono i propri interessi e organizzano il proprio lavoro coinvolgendo i sensi e il movimento (raramente il grande lavoro rimane su un banco). Per me, questo è un esempio perfetto di come scoprire e attuare diverse intelligenze e ancora una volta ci dimostra che quando si apprezza uno di questi metodi educativi alternativi, bisognerebbe in realtà fare uno sforzo per approfondire anche gli altri.

4) Come donna e mamma montessoriana, hai un consiglio che desideri regalare ad una bimba di 3 anni, per il suo futuro? 

Non so se mi definirei mamma montessoriana – sono arrivata alla conclusione che forse preferirei evitare di “etichettarmi”, soprattutto in un mondo in cui “montessori” va di moda, ma il “montessori moderno” è lontano dall’essenza – ma sicuramente la filosofia Montessori è ormai per noi uno stile di vita. Il principio di educare alla pace si riflette in ogni azione e conversazione del nostro quotidiano (non sempre ci riusciamo, ma ci proviamo): dal raccogliere un pacchetto di patatine abbandonato per terra e portarlo nella spazzatura, al parlare con i nostri figli di persone transgender, all’accettare di non comprare i palloncini per la festa di compleanno. Maria Montessori insisteva tanto sulla pace perché lei visse tra le due guerre mondiali: noi che abbiamo la fortuna di vivere in una parte di mondo in cui non c’è la guerra vera e propria (ci sono altri tipi di guerre, fatte di parole, ma non per questo meno violente), mi sembra quasi che la pace sia sopravvalutata. Credo invece che dovrebbe essere un valore e un principio che guida ogni nostro passo, perché quando siamo a un bivio o dobbiamo prendere una decisione (anche solo scrivere un commento su Instagram), se il nostro obiettivo è quello di promuovere la pace, anche le nostre parole, azioni e reazioni automaticamente cambiano. Non a caso ho scelto di chiamare uno dei miei corsi online “Educare a lungo termine” perché a volte mi sembra che ci dimentichiamo che non stiamo crescendo bambini, stiamo crescendo adulti: chissà, magari se doniamo loro “la bussola della pace” attraverso il nostro esempio (trattandoli come individui completi, offrendo loro un’educazione più consapevole, fatta di più beneficio del dubbio, rispetto e fiducia e meno “è così perché lo dico io”) abbiamo davvero una possibilità di cambiare qualcosa nel mondo. Io scelgo di crederci e spero che sempre più genitori ed educatori decidano di donare ai bambini la bussola della pace. E quindi forse, più che un consiglio, il mio è un augurio anche per i bambini: che possano scegliere di usarla a ogni passo, quella bussola della pace.   

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TROVI MAMMA CARLOTTA  VIA SOCIAL e online QUI

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 @lateladicarlottablog

  La Tela di Carlotta

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GRAZIE DI CUORE CARA CARLOTTA PER LA TUA SPLENDIDA TESTIMONIANZA EDUCATIVA!

Scopri come Carlotta e la sua famiglia hanno fatto di Montessori uno stile di vita che li sta aiutando a regalare ai loro bambini la “bussola della pace”

 

 

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