Omeopatia

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  • "Similia similibus curantur  - i simili si curino coi simili"
  • (Samuel Hahnemann)

Questa espressione dell’arte del guarire nasce dalla genialità di Samuel Hahnemann (1755-1843), che si presenta come il geniale sintetizzatore di due correnti di pensiero che, dall’antichità, condizionano lo sviluppo della medicina sino agli inizi dei tempi moderni e che sono descritte da Ippocrate di Cos (470-375 a.C.). Nel sistema medico ippocratico vengono, per la prima volta, descritte due modalità terapeutiche. Secondo la prima, si agisce usando medicinali contrari alla malattia (per esempio, antifebbrile per la febbre). Secondo l’altra modalità, si usano medicinali che inducono una malattia simile alla malattia da combattere (come nel caso dei vaccini).

Hahnemann, utilizzando “per più giorni quattro dracme (ventidue grammi circa) di ottima china”, come digestivo, aveva notato la comparsa di tutti i sintomi caratteristici della febbre intermittente che, peraltro, poteva essere trattata con l’uso del chinino. Da qui ebbe origine l’intuizione di una modalità di funzionamento generale dei rimedi, cioè la legge dei simili:

“E’ possibile curare un malato che presenta certi sintomi con un medicinale che, somministrato all’uomo sano, produce sintomi simili a quelli presenti nel malato.”

Hahnemann si accorse, poi, che l’efficacia dei rimedi era tanto maggiore e tanto più ampia quanto minore era la dose somministrata.

Oltre a ciò il fine spirito di osservazione di Hahnemann lo portò alla convinzione che la malattia non si sviluppa con le stesse modalità in tutti gli individui, ma segue caratteristiche specifiche della costituzione di ogni paziente. Hahnemann chiamò questa modalità reattiva “miasma”. La concezione miasmatica, che tante critiche si è attirata da parte dei detrattori dell’Omeopatia, va intesa come una modalità di ammalarsi e guarire.

L’Omeopatia – dal greco “omoios” (simile) e “pathos” (malattia) – è dunque un metodo terapeutico basato sulla somministrazione di dosi molto basse di sostanze capaci di provocare nell’uomo sano delle manifestazioni simili ai sintomi che manifesta il malato (Legge dei simili: “Similia similibus curantur”:“I simili si curano con i simili”).
Essa si basa su alcuni principi fondamentali, che devono essere applicati tutti insieme:
  • Similia similibus curentur (legge di Similitudine);
  • Sperimentazione sul soggetto sano;
  • Rimedi potentizzati (diluiti e dinamizzati);
  • Forza vitale o dinamismo energetico;
  • Natura morborum medicatrix;
  • Dose minima;
  • Individualizzazione del paziente;
  • Individualizzazione del rimedio, rimedio unitario (monocomponente);
  • Concetto di malattia cronica e criteri di Hering per valutare gli effetti a lungo termine nel trattamento delle malattie croniche.

La legge di Hering è importantissima per l’Omeopatia perché segnala se la cura sta procedendo nella direzione giusta e quanto tempo ci vorrà per la guarigione.

I 4 principi della Legge di Hering:
  • la malattia progredisce dall’esterno all’interno, mentre quando è curata guarisce dall’interno all’esterno: ci dice che la malattia ha sempre direzione centripeta (verso l’interno), mentre la guarigione ha sempre direzione centrifuga (verso l’esterno);
  • la guarigione dovrà verificarsi dall’alto verso il basso: la vera guarigione partirà quindi dal piano psicologico-mentale per arrivare al piano fisico-corporeo (ad esempio sparirà prima uno stato d’ansia di una gastrite);
  • la guarigione dovrà iniziare dagli organi più importanti e proseguire in quelli di importanza minore;
  • la guarigione avviene in ordine inverso alla comparsa dei sintomi (la cura omeopatica farà “tornare alla luce” vecchi sintomi soppressi e scomparsi in passato).
Le Scuole Omeopatiche principali sono:
  • la scuola unicista, che ritiene che si debba prescrivere un solo rimedio per una certa malattia;
  • la scuola pluralista che preferisce utilizzare più di un rimedio, da assumersi in tempi differenti della giornata ;
  • la scuola complessista che prepara composti, formati da più rimedi, da far assumere contemporaneamente.

Dalla fine degli anni ’60, malgrado gli attacchi sempre più duri e spesso scorretti di alcuni ambienti medici, l’omeopatia ha visto continuamente crescere la fiducia e il consenso nei suoi confronti da parte dei pazienti.

Le cause del successo dell'Omeopatia sono molteplici, ma riconducibili a tre fattori:
  1. innocuità,
  2. efficacia,
  3. personalizzazione

L’innocuità del rimedio omeopatico è senza dubbio un elemento importante di quella confidenza con cui il paziente si rivolge ad esso. Accanto all’innocuità, il secondo fattore è l’efficacia vista sotto un duplice aspetto: curativa e preventiva. L’uomo moderno, infatti, ha una maggiore considerazione e coscienza delle possibilità che un organismo, correttamente mantenuto, ha nell’affrontare patologie infettive, degenerative, stressanti, ecc. La personalizzazione, infine, base della diagnostica e della terapia omeopatica, è positivamente valutata da un uomo che nella spersonalizzazione di tanta parte della sua vita vede una delle cause principali di malattia.

Oggi, tuttavia, si ritiene comunemente che l’omeopatia possa e debba essere esercitata in maniera integrata e complementare alla medicina convenzionale, nell’ottica di non privare il paziente di nessuna delle opportunità terapeutiche più adatte alle sue necessità, tornando un po’ ad Ippocrate che sosteneva che, di volta in volta, bisogna scegliere se curare un paziente con i “simili” o con i “contrari”.

OMEOPATIA IN GRAVIDANZA

Dato che l’utilizzo dei corrispondenti farmaci allopatici risulta in molti casi controindicato durante la gravidanza, l'omeopatia offre la possibilità di trattare e migliorare i disturbi propri della futura mamma senza problemi perchè gli attivi contenuti nei farmaci omeopatici sono diluiti in modo da assicurare la totale assenza di rischio di effetti tossici a livello del feto e, più in generale, di effetti collaterali: per questo, l’omeopatia può essere considerata un metodo terapeutico da prediligere nel corso della gravidanza.

CAMPI DI AZIONE DEI RIMEDI OMEOPATICI IN GRAVIDANZA
  • malesseri stagionali (raffreddore, influenza e allergie)
  • sbalzi d'umore (ansia, tristezza)
  • parto (regolazione e riequilibrio delle contrazioni della muscolatura liscia uterina)

L'omeopatia lavora sulla persona e con la persona pertanto si consiglia vivamente di  rivolgersi a un omeopata che potrà analizzare correttamente la sintomatologia e le modalità con cui il disturbo si presenta e suggerire il rimedio personalizzato migliore per la futura mamma.

In linea generale, i rimedi omeopatici si assumono fino alla totale scomparsa dei sintomi da trattare in base alla posologia indicata; durante le fasi acute, si consigliano somministrazioni frequenti e regolari che divengono meno frequenti col trascorrere del tempo e col miglioramento progressivo della sintomatologia.

E' meglio assumere i rimedi omeopatici lontano dai pasti e, anche, dall’assunzione di caffè e menta ( poichè queste sostanze alterando il pH orale, modificano l’assorbimento sublinguale delle formulazioni farmaceutiche omeopatiche)

RIMEDI OMEOPATICI UTILI IN GRAVIDANZA
  • IPECA: nausea incessante con vomito associata ad ipersalivazione
  • SEPIA: nausee mattutine e causate dall’odore degli alimenti, depressione post-partum, stanchezza, senso di vuoto, irritabilità e tristezza
  • NUX VOMICA: nausea che migliora con il vomito, patina sulla lingua, digestione lenta, gonfiore post-prandiale, stipsi,  emorroidi interne e pungenti, associate a stipsi
  • IGNATIA AMARA: ipersensibilità a tutto
  • ROBINIA-PSEDUO-ACACIA: bruciori di stomaco, reflusso acido
  • COLLINSONIA CANADENSIS: stipsi con emorroidi
  • HAMAMELIS: gambe pesanti, senso di indolenzimento, congestione
  • CUPRUM METALLICUM: crampi notturni
  • IGNATIA: ipersensibilità emotiva, reazioni paradossali, iperemotività
  • ARGENTUM NITRICUM: ansia da anticipazione, paura di non farcela, diarree, tremori
  • GELSEMIUM: paura, perdita di fiducia, paura inibitoria quando comincia il travaglio (prima di andare in ospedale)
  • CAULOPHYLLUM: "da sala da parto” (somministrato nell’ultimo mese di gravidanza se si assiste a “false contrazioni”, inefficaci e irregolari ed è inoltre utile nell’ammorbidire la cervice uterine favorendo il parto fisiologico)
  • ARNICA: gambe pesanti con fragilità capillare, emorroidi dolorose,quando inizia il travaglio e subito dopo il parto
  • STAPHYSAGRIA: per migliorare la cicatrizzazione in caso di taglio cesareo o episiotomia
  • RICINUS COMMUNIS: allattamento, scarsa produzione di latte
  • NITRICUM ACIDUM: ragadi al seno
  • APIS MELLIFICA: Per favorire l’esaurimento della secrezione di latte
  • BRYONIA: per inibire la lattazione

 

MODALITA' di ASSUNZIONE:

Le diluizioni dei rimedi omeopatici da usare in gravidanza variano in funzione della prescrizione del medico omeopata. In caso di “automedicazione” è meglio optare  per la diluizione più bassa di un dato rimedio, (5 CH), che è opportuno assumere più volte al giorno sciogliendo 3 granuli a livello sublinguale.

LA NOSTRA ESPERIENZA

Durante la gravidanza, ho assunto solamente OMEOGRIPHI tubi monodose quando mi sono presa una sorte di bronchite in pieno agosto a causa di un nipotino malato che è stato con noi in casa per qualche giorno ( è stata fantiastica e mi ha aiutato a guarire in pochissimi giorni )

Una volta compreso che stavo per partorire, ho assunto 1 monodose ARNICA 200CH (per far mollare i muscoli) e un'altra monodose subito dopo a parto concluso (per aiutare òa cicatrizzazione ed alleviare il trauma della nascita alla piccola)

Dopo il parto, NUX VOMICA 30CH 3granuli 3 volte/die per 8 gg per le emorroidi (avute per il travaglio velocissmo e le spinte molto intense) e SEPIA 10CH 10gocce per 10 giorni e poi 10 gocce 1 volta alla settimana per l'emorragia intrauterina avuta a 10gg dal parto ( causa materiale placentare "dimenticato" all'interno dell'utero )

PERCHE' PROVARLA:

Perchè è veramente efficace e non ha effetti collaterali. In casi di disturbi importanti o ricorrenti, rivolgersi ad un bravo omeopata.

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