Allattamento

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  • L’esperienza dell’allattamento è l’esperienza centrale della vita del bambino,
  • è l’evento centrale dell’esistenza infantile, il mattone fondamentale su cui,
  • se tutto va bene, il bambino costruirà la sua fiducia in se stesso,
  • nelle persone significative della sua vita e, per estensione, nel mondo.
  • (B. Bettelheim)

 

L’allattamento al seno è ciò che di più sano e naturale ci sia come proseguimento della gravidanza sia per la madre che per il figlio. Dopo circa 9 mesi di intima unione madre-figlio all'interno dell'utero, proseguire con l'attacco al seno consolida la relazione madre-figlio anche nel mondo esterno, permettendo un regolare scambio e potenziamento energetico reciproco.

La durata dell’allattamento materno dipende da fattori individuali, sociali, culturali, storici ed ambientali. Un tempo era ‘normale’ anche da noi in Europa allattare a lungo anche fino ai 5-6 anni di vita, sia per insufficiente quantità di cibo di altro tipo, sia anche come metodo contraccettivo per evitare altre gravidanze (Personalmente a me è ritornato il ciclo al 5°mese di nostra figlia Kristel Sundari ed anche se la nonna paterna mi diceva che allora il mio latte era "annacquato" e senza più sostanza, ho proseguito ad allattare in modo esclusivo la bimba fino al compimento del 9°mese per poi integrare il latte materno con lo svezzamento - sempre 100% vegan - per il quale rimando alla Rubrica BABY - sezione alimentazione).

La possibilità fisiologica della produzione di latte è legata alla suzione del bambino: finchè c’è suzione, c’è produzione di latte. Pertanto la durata dell'allattamento al seno viene deciso dal contesto sociale e culturale in cui vive il bambino: nel mondo occidentale a partire dalla metà dell'800, si è modificata spesso in rapporto anche alla classe sociale di appartenenza della donna: fino a qualche anno fa allattavano a lungo le donne poco acculturate e in condizione di povertà. Ora sono le donne colte e socialmente ed economicamente benestanti che cercano di allattare più a lungo, avendo scoperto quanto sia vantaggioso il latte materno per la salute e lo sviluppo intellettivo dell'essere umano. Le indicazioni  attuali  della Medicina Accademica e della Pediatria, seguendo  le proposte dell'OMS e dell'UNICEF, propongono come tempo ideale i primi due-tre  anni di vita.

Dove incontriamo però una percentuale maggiore di donne che allattano anche a lungo per 2-3 anni, è nell'ambito del mondo   del ‘naturale’, in opposizione   al   tipo   di   proposta   di   vita   "occidentale" esasperatamente meccanicistica, materialista, inquinante. Sappiamo infatti che il cucciolo del mammifero homo sapiens:

  • comincia a stare seduto verso i sei mesi,
  • inizia l'eruzione dei denti intorno ai sei mesi
  • cammina verso l'anno,
  • è lattante, vale a dire che necessita di latte materno
  • raggiunge lo maturità sessuale intorno ai 14 anni, diventa intellettualmente e fiscamente maturo, adulto intorno ai 21 anni quando termina lo sviluppo del cervello e l'accrescimento del corpo.

Queste tappe, sono ovviamente indicative, ma definiscono un accrescimento e uno sviluppo geneticamente determinato, in condizioni ambientali, igieniche, nutrizionali, psicologiche e sociali adeguate, se non vogliamo dire ottimali: ormai è ben risaputo che la crescita stauro-ponderale e lo sviluppo neuro-motorio di un bambino, sono solo in parte determinati geneticamente: le condizioni ambientali (cibo, clima, stato emotivo) svolgono un ruolo fondamentale, arrivando, in taluni casi, a modificare la "predestinazione" ereditaria (statura, struttura fisica, predisposizioni patologiche). Tutto ciò ci induce a pensare che le necessità nutrizionali debbano variare in rapporto al momento in cui si trova il bambino.

VANTAGGI NUTRIZIONALI DEL LATTE MATERNO PER IL BAMBINO

Il latte materno è in assoluto l’alimento ideale per il bambino, composto dalla Natura per fornire esattamente ciò di cui il bambino ha bisogno. ( Le controindicazioni all'attamento materno sono veramente poche: tubercolosi attiva non curata, uso di droghe, Aids e terapie antitumorali)

La specificità del latte materno per le esigenze del cucciolo d’uomo è legata alla nostra specie di Homo Sapiens, e non ad un'altra,  per cui si può dire che il latte materno è specie-specifico.

Se non ci limitiamo all'aspetto nutrizionale possiamo osservare che sia l'allattamento alla mammella che il latte specie-specifico abbiano un significato non solo di fornire tutti i nutrienti di cui il bambino ha bisogno, ma anche  di difesa dalle malattie e benessere generale per la madre e per il figlio.

L'utilizzo di altro tipo di latte, specialmente di latte vaccino, che ha diversa diversa composizione nutrizionale e che contempla molecole irritanti e possibilmente allergizzanti non essendo adatte alla nostra specie, è realmente dannoso.

La differenza tra il latte materno e il latte vaccino dal punto di vista nutrizionale è espressa dalla tabella:

 

 

LATTE

 

 

PROTEINE

 

 

LATTOSIO

 

 

CALCIO

 

 

FOSFORO

 

 

SODIO

 

 

Ca/P

 

 

Soluti

 

Omega3

Donna 0.9 g/100ml

 

7.2

 

33

 

18

 

16

 

2.3:1

 

80 mOsmol/l 0,3
Mucca 3.6 g/100ml

 

4.9

 

118 97

 

50

 

1.2:1

 

230 mOsmol/l assenti
 L'allattamento diretto al seno  presenta quindi dal punto di vista  nutrizionale  i seguenti vantaggi:
  • temperatura del latte ottimale;
  • carico di soluti ottimale: il latte di vacca ha un carico di soluti elevato che causa un carico renale eccessivo;
  • presenza della giusta quantità di proteine per la crescita del bambino;
  • presenza della giusta qualità delle proteine: specie-specifiche non allergizzanti al contrario di quelle del latte vaccino
  • buon rapporto caseina:sieroproteine; questo rapporto è inverito nel latte vaccino in cui la quantità di caseina è troppo elevata, risultando irritante per l’intestino;
  • presenza di una buona quantità di zuccheri (lattosio), troppo scarsi nel latte vaccino;
  • presenza di buone quantità di acidi grassi essenziali ed assenza di acido palmitico e butirrico che chelano il calcio ed irritano l’intestino come nel latte vaccino;
  • presenza di calcio e ferro di buona disponibilità;
  • rapporto calcio:fosforo elevato, favorevole quindi per l’assimilazione del calcio;
  • presenza di sostanze prebiotiche , utili per lo sviluppo dei batteri probiotici
  • presenza di anticorpi protettivi;
  • assenza di otiti da risalita di germi nella tuba di Eustachio per la posizione profonda del capezzolo nella gola durante la suzione;
  • protettivo per le patologie metaboliche dell’età adulta come obesità, diabete.

Nutriente fondamentale del latte è il calcio. Il latte dei mammiferi oltre a contenere più calcio, contiene anche una sostanza che ne favorisce grandemente l'assimilazione da parte della mucosa intestinale. Questa sostanza è proprio il lattosio. E' forse casuale questa situazione caratteristica dei mammiferi terrestri? Molto calcio, presenza di lattosio, zucchero che si trova unicamente nel latte. Ovviamente non è casuale, ma è la causa dell’assimilabilità del calcio nel latte dei mammiferi. I  loro  neonati  nascono  con uno scheletro ancora fragile e immaturo che deve rinforzarsi e crescere abbastanza rapidamente. La quantità di calcio, lattosio e proteine varia peraltro da una specie di mammifero all'altra (vedi tabella sopra) in relazione al loro accrescimento e sviluppo.

Il latte materno,  per le sue caratteristiche composizione, è, e dovrebbe rimanere, un cibo peculiare della prima età e specie-specifico. Infatti il suo uso incongruo, vale a dire oltre l'età infantile e non della propria specie, può provocare fenomeni di intolleranza che vanno dalle reazioni allergiche tipiche (dermatiti, eczemi, asma, rinite), all'anemia, all'ipercalciuria, alla stitichezza, ecc.

L'allattamento al seno soddisfa inoltre bisogni diversi dalla fame, quali la sete (data l'alta percentuale di acqua presente nel latte), il bisogno di consolazione, di contatto e di contenimento, soprattutto nei primi sei mesi ma anche in seguito.

La composizione del latte materno cambia naturalmente nel corso della lattazione e della poppata:
  • il primo latte è acquoso e a basso contenuto di lipidi ma ricco di zuccheri, proteine e vitamine;
  • il secondo latte è più denso e grasso.

E' quindi consigliato far svuotare per bene ogni seno durante la poppata, in modo tale che il bimbo possa assumere tutti i nutrienti necessari per la sua crescita.

VANTAGGI PER LA MADRE

Per la madre i vantaggi non sono certo inferiori.  Schematizzando, l’allattamento materno favorisce il benessere della donna poiché:

  • aiuta facilmente a tornare al peso pre-gravidico;
  • diminuisce il rischio di tumore al seno e alle ovaie, dall’osteoporosi e depressione post-partum;
  • alimenta l’intimità della relazione madre-figlio;
  • protezione anticoncezionale: l’allattamento al seno mantiene alti i livelli di progesterone e ritarda quindi il ritorno del ciclo mestruale;
  • protezione dalle complicanze post parto;
  • risparmio economico;

È stato dimostrato che l'allattamento materno è particolarmente vantaggioso per la produzione di  ormoni che favoriscono il rilassamento e la serenità, e che aumentano l'istinto materno e il legame affettivo con il bambino. Nelle donne che allattano c'è una drastica riduzione dei casi di depressione post-parto.

Inoltre un contatto precocissimo con il bambino (nei primi minuti dopo il parto) stimola la produzione di ossitocina grazie alla quale la contrazione dell'utero risulta più rapida. L'allattamento permette alla madre di consumare i grassi accumulati durante la gravidanza, propria in vista del periodo di allattamento, e di ritornare quindi facilmente al peso forma.

L'allattamento frequente ed esclusivo favorisce il ritardo del ritorno delle mestruazioni e permette al corpo della madre di aumentare le proprie riserve di ferro, che in genere diminuiscono con le mestruazioni. È dimostrato infine che allattare riduce il rischio di tumore alle ovaie e alla mammella.

Il bambino ha vissuto per nove mesi nell'utero materno, una volta nato ha estrema necessità di continuare a mantenere il contatto continuo con la madre, soddisfacendo i propri bisogni in modo immediato. L'allattamento materno risponde a questa esigenza.

Il legame materno è rafforzato grazie all'allattamento con il rilascio di ormoni che aumentano i naturali sentimenti positivi di accudimento verso il bambino. Il padre del bambino può sostenere la madre, che si dedica prevalentemente al bambino, in molti modi diversi: si è visto come questo può favorire un buon allattamento, e rafforza anche il rapporto del padre con il bambino.

Sebbene alcuni padri si sentano esclusi dalla possibilità di nutrire il bambino, altri invece ritengono l'allattamento al seno un'ottima esperienza di legame familiare. È importante che i doveri familiari e di lavoro siano ridistribuiti in modo da gravare di meno sulle spalle della donna, che dovrebbe in questo momento accudire il bambino.

Nel caso la donna debba tornare a lavorare quando il bambino è ancora piccolo, è possibile spremere il latte materno (manualmente, o con gli appositi tiralatte reperibili in commercio) e conservarlo in frigorifero (un giorno) o nel congelatore (tre mesi) per poi somministrarlo al neonato, possibilmente con un bicchierino o un cucchiaino, o con il biberon. Anche se questo metodo non risponde al bisogno di suzione non nutritiva, è comunque un ottimo metodo per permettere alla donna di allontanarsi dal bambino.

POSIZIONI PER ALLATTARE

Allattare è sempre un momento magico ed intimo tra mamma e bambino. Un luogo tutto loro dove ascoltarsi e coccolarsi. Ci sono 4 posizioni principali per allattare: ciascuna mamma troverà sicuramente la propria posizione preferita ma si consiglia comunque di provare almeno una volta anche le altre perchè, magari quando meno ce lo si aspetta, possono tornare utili.

  • 1 - POSIZIONE DELL'ABBRACCIO TRASVERSALE

Questa posizione consente di sostenere il bambino in modo ottimale durante la fase di apprendimento. Quando il bambino ha imparato ad attaccarsi correttamente, le mamme passano in genere alla posizione a culla.

  1. Tenere il bambino nelle proprie braccia: la mano deve sostenere la testa, l'avambraccio la schiena. Se il bambino è accolto dal braccio destro, la poppata avverrà dal seno sinistro e viceversa.
  2. Dare forma al seno partendo dal basso, con la mano libera. La forma che viene data al seno e la bocca del bambino si adatteranno alla perfezione.

Quando il bambino si è ben attaccato e sta poppando, è possibile prenderlo con l'altro braccio e portarlo nella posizione a culla.

  • 2 - POSIZIONE A CULLA

Quella a culla è senz'altro la posizione di allattamento più comune. E funziona praticamente ovunque. È ottima per le mamme e i bambini con una lunga esperienza di allattamento, ma può risultare difficile per le principianti, perché la mamma non riesce a offrire al bimbo il supporto ottimale necessario per attaccarsi ( specialmente all'inizio è utile usare il "salsicciotto" su cui appoggiare il bimbo)

  1. Assicurarsi che la punta del naso del bambino si trovi allo stesso livello del capezzolo. Per attaccarsi in questa posizione, il bambino deve ripiegare leggermente la testa all'indietro, facilitando così la suzione e la respirazione.
  2. Usare la mano libera per orientare il capezzolo nella stessa direzione della bocca del bambino.

Evitare di avvicinare il bambino al seno spingendogli la testa. Le labbra del bambino devono essere rivolte verso l'esterno.

  • 3 - POSIZIONE A RUGBY

Questa posizione offre il miglior sostegno per l'attacco: è facile portare il bambino verso il seno ed è possibile anche vederne tutto il volto. È una posizione ottimale per allattare un bambino nervoso, perché stringendolo saldamente contro il proprio corpo lo si fa sentire più al sicuro.

È una posizione valida anche per allattare bambini sonnolenti. Basta sistemarlo affinché sia quasi seduto accanto alla mamma.

  1. Il bambino è accolto nel braccio sinistro quando si alimenta dal seno sinistro e nel braccio destro quando si alimenta dal seno destro.
  2. La mano della mamma sostiene la testa, l'avambraccio la schiena (agli inizi, è sempre comodo e di valido supporto usare il "salsicciotto")
  3. I piedini si trovano a metà tra la schiena della mamma e lo schienale della poltrona. Il corpo del bambino è piegato a 90°
  • 4 -POSIZIONE SDRAIATA DI LATO

Alcuni presentanto questa posizione come adatta per "mamme esperte" ma io ricordo che è stata la prima posizione in assoluto usata con mia figlia Kristel Sundari appena nata: perchè è molto comoda e pratica da utilizzare nei primi giorni quando si cerca di mantenere il più possibile il contatto "pelle a pelle" o durante la notte.

  1. Distendere il bambino lateralmente, pancia a pancia.
  2. Il bambino deve trovarsi più in basso rispetto al seno (il capezzolo deve toccare il suo naso). Sostenere la sua schiena con un asciugamano o un cuscino.
  3. Il bambino avvertirà la presenza del capezzolo e si solleverà per raggiungerlo (questo permetterà al naso di allontanarsi dal seno, garantirà una respirazione e una suzione libera e permetterà alla mamma di vedere il viso del suo bambino).

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Cura dei capezzoli irritati o dolenti

Partendo dal fatto che nei primi giorni di allattamento è piuttosto comune avvertire una certa sensibilità ai capezzoli, di solito allattare al seno non dovrebbe provocare dolore. Il dolore ai capezzoli può essere causato dal fatto che il bambino non è posizionato bene, attaccato o staccato dal seno correttamente. In caso di capezzoli dolenti, che rendono molto difficile l'allattamento, si consiglia sempre di rivolgersi al proprio medico o ostetrica o consulente per l'allattamento.

Le prime due settimane di allattamento

Quando si inizia ad allattare al seno, i capezzoli sono esposti a un forte vuoto. 10-12 sessioni di allattamento ogni 24 ore esercitano sui capezzoli una tensione che può causare irritazione o persino dolore. Tuttavia, i capezzoli si abitueranno molto rapidamente - perchè sono progettati per questo! - e l'irritazione passerà. E' importante però assicurarsi sin dall'inizio che il bambino sia attaccato correttamente (per questo, sia col parto in ospedale che in quello a casa, chi si prende cura della neo-mamma assicura praticamente sempre consigli e aiuto per velocizzare la competenza di allattare il proprio cucciolo d'uomo) e che la neo-mamma si prenda cura dei propri capezzoli.

Cura del capezzolo

Non è necessario pulire il seno o i capezzoli in maniera particolare prima o dopo la poppata. Basta sciacquare il seno con acqua pulita durante il bagno o la doccia quotidiana. Evitare l'uso di sapone, disinfettanti o altre sostanze che potrebbero seccare o danneggiare la pelle, i capezzoli o le areole. Durante la gravidanza, le ghiandole di Montgomery che circondano il capezzolo iniziano a secernere un olio naturale che lubrifica la pelle e contrasta la crescita dei batteri. E' importante quindi lasciare che questa sostanza naturale agisca regolarmente sul tessuto.

Dopo la poppata, come trattamento giornaliero per i capezzoli si consiglia di estrarre qualche goccia di latte e massaggiare delicatamente la pelle fino ad assorbimento. Se si ha la pelle particolarmente secca o danneggiata, si può applicare una piccola quantità di emolliente naturale (come olio di mandorle dolci)  sui capezzoli e sulle areole. Si consiglia inoltre di evitare coppette assorbilatte, reggiseni e indumenti in tessuto non traspirante.

Capezzoli dolenti e screpolati durante l'allattamento

Se i capezzoli sono dolenti e screpolati c'è sempre una ragione. E' importante chiedere sempre aiuto il prima possibile per risolvere il problema. Se il dolore è molto intenso, si consiglia di interrompere momentaneamente l'allattamento al seno. Durante l'interruzione è importante però che si continui a estrarre il latte per evitare che il seno s'ingorghi e per mantenerne la produzione. Il proprio medico o la propria doulasono in grado di offrire tutte le info necessarie sull'estrazione con un tiralatte, sull'estrazione manuale e sui metodi alternativi per alimentare il bambino durante questo periodo.

Per favorire il processo di guarigione si consiglia di applicare crema per capezzoli o olio di mandorle dolci quando il latte che si è massaggiato sui capezzoli e le areole si è asciugato. La Weleda proprone uno speciale olio per l'allattamento a base di mandorle dolci molto buono, utile come trattamento preparatorio ed armonizzante. Evitare gli unguenti che devono essere rimossi prima di allattare il bambino, poiché irriterebbero maggiormente la tua pelle. Per proteggere i capezzoli dolenti tra le sessioni di allattamento possono essere utili anche i proteggi capezzolo.

In alcuni casi il dolore ai capezzoli può essere causato da un'afta. Se c'è questo sospetto, consultare il proprio medico per trovare una cura adatta per la mamma e il bebè.


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