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  • “L’umanità ha due periodi embrionali:
  • uno è prenatale, simile a quello degli animali –
  • e uno è postnatale, esclusivo all’uomo”.
  • (Maria Montessori - La mente del bambino )

Maria Montessori era laureata in medicina, era una studiosa di fisica e un'umanista illuminata ed utilizzò tutte le sue risorse e conoscenze quando, divenuta educatrice, si mise a studiare il  processo di autorealizzazione dello sviluppo infantile. Il concetto di “embrione spirituale” rivela perciò tutto il  peso della sua formazione scientifica.

Maria Montessori sostiene che il bambino ha ben 2 periodi embrionali, entrambi necessari per il suo sviluppo.

Se il periodo embrionale prenatale è fondamentale in quanto necessario allo sviluppo biologico del bambino, quello postnatale lo è altrettanto per il suo sviluppo psichico.

Il bambino è un embrione spirituale in quanto è portatore di energia vitale: come la cellula germinativa è in grado di dare origine alla vita biologica, il neonato è in grado di creare se stesso sul piano psichico, anche grazie ai suoi rapporti con l’ambiente.

Mentre gli animali, fin dalla nascita sono mossi da istinti che consentono loro di esprimere da subito i caratteri distintivi della propria specie, il cucciolo d'uomo impiega molto tempo per diventare autonomo. Il fatto che il neonato non possegga degli istinti-guida fissi è però la prova che ogni uomo è diverso l'uno dall’altro, e ciò è possibile perché nel suo sviluppo l’individuo non è semplice “riproduzione di un tipo fisso, ma è la creazione di un tipo nuovo: e quindi è un enigma, un risultato a sorpresa”.

Spetterà quindi all’energia individuale, costruttiva e direttiva, la realizzazione del nuovo essere e di tutte le sue funzioni in relazione con l’ambiente.

Grazie al continuo scambio tra l'embione spirituale e l'ambiente circostante, l’individuo si forma e si perfeziona: “il bambino si sforza di assimilare l’ambiente, e da tali sforzi nasce l’unità profonda della sua personalità”.

IMPORTANTE: Nella fase dell’ embrione spirituale, non è possibile influenzare direttamente il bambino:
egli apprende in modo inconscio, attraverso l’ambiente e l’imitazione delle persone che lo circondano.
Il bambino ha un lavoro immenso da compiere nei primi 3 anni di vita, dovendo imparare a diventare
autonomo: apprende a camminare, a parlare senza che nessuno glielo insegni direttamente. La sua
mente assorbente cattura una quantità enorme di informazioni.
Maria Montessori chiama l'ististo naturale che guida il bambino “maestro interiore”.
Nei primi tre anni si forma la base su cui la persona si costruirà: essi sono perciò di fondamentale importanza
come le fondamenta di una casa. Sono anche gli anni che lasciano un’impronta indelebile
nell’autostima del bambino, soprattutto in relazione alla figura materna: la sensazione che la madre
sia presente e una salda relazione con lei costituiscono per il bimbo un punto di riferimento ben
preciso. Proprio questo gli permetterà di far fronte alle diverse frustrazioni che incontrerà durante
l’infanzia e poi nel resto della vita.

 

Il  concetto di embrione spirituale sottolinea inoltre una caratteristica fondamentale dell’uomo: l’unità del suo essere corpo e spirito. Questa unione indissolubile tra corpo e spirito comporta che le prime cure, fondamentali nel periodo postnatale, “dovranno essere rivolte in particolare alla vita psichica del neonato, e non soltanto a quella fisica come ancor oggi avviene

Da questa consapevolezza deriva la necessità che l’educazione abbia inizio fin dalla nascita, intendendo con “educazione” non tanto l’attività di insegnamento, quanto quella di aiuto allo sviluppo psichico del bambino.

Secondo Maria Montessori, non sono il padre e la madre a costruire il figlio, ma è l’uomo ad essere costruito dal bambino: per questo il bambino è il padre dell’uomo, l’anello di congiunzione tra passato e presente, che collega i due con la sua presenza e allo stesso tempo costruisce il futuro della società.

Questo embrione spirituale ha bisogno di essere protetto da un ambiente esterno animato, caldo d’amore, ricco di nutrimento: dove tutto è fatto per accogliere e niente per ostacolare” tuttavia “nell’ambiente nulla è preparato per ricevere quel fatto grandioso che è l’incarnazione di un uomo: perché nessuno lo vede e perciò nessuno lo aspetta (non v’è nessuna protezione per lui, nessun aiuto)

E’ importante quindi che l’adulto sia in grado di predisporre adeguatamente l’ambiente, di modo che esso sappia rispondere fin da subito alle esigenze di sviluppo psichico del bambino.