REGGIO CHILDREN APPROACH

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  • “I bambini sono degli esseri forti, ricchi e competenti.
  • Hanno le capacità, il potenziale, la curiosità e il desiderio di costruire il loro apprendimento e di gestire la relazione con l’ambiente che li circonda”. 
  • (Loris Malaguzzi)

 

Quando è nata Kristel Sundari è stato per me subito spontaneo ed essenziale chiedermi come mi sarei presa cura di lei, come l'avrei cresciuta ed educata.

Il Metodo Montessori mi ha dato tantissime risposte, pratiche e concrete con cui affrontare la grande meravigliosa avventura dell'essere genitori.

Nella mia ricerca educativa mi sono però ritrovata in totale sintonia anche con il pensiero di Reggio Children Approach ed è proprio per questo che Kristel Sundari ha vissuto la sua primissima esperienza di "scuola" durante l'Anno Scolastico 2018-19 presso H-IS Mandorla, il Nido-Scuola dell'infanzia di H-International School Monza, un progetto di eccellenza scolastica nel territorio di Monza e Brianza.

Essendomi dovuta trasferire per lavoro, l'esperienza del Reggio Children Appoach non è purtroppo più stata possibile come esperienza di nido ma prosegue come importante esperienza mensile durante le domeniche "bambini al centro" organizzate dal Centro Internazionale Loris Malaguzzi a Reggio Emilia.

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COSA E'

Il Reggio Emilia Approach è una filosofia educativa che si fonda sull’immagine di un bambino (e in generale di ogni essere umano) portatore di forti potenzialità di sviluppo e soggetto di diritti, che apprende, cresce nella relazione con gli altri. Essa trova la sua ispirazione nelle idee di Loris Malaguzzi, instancabile promotore di una filosofia dell’educazione innovativa, capace di valorizzare quel patrimonio di potenzialità e risorse che si esplica nei Cento linguaggi dei bambini”. I Cento linguaggi sono infatti la metafora delle innumerevoli potenzialità dei processi creativi e conoscitivi di ognuno.

Il Reggio Emilia Approach  è riconosciuto come una delle migliori esperienze pedagogiche al mondo e come tale viene studiato nelle più prestigiose università italiane e straniere. L’esperienza pedagogica reggiana nasce più di quarant’anni fa nei Nidi e nelle Scuole dell’infanzia del Comune di Reggio Emilia.

TRATTI DISTINTIVI
  • IL BAMBINO AL CENTRO: l’idea di bambino è quella di una persona che ha in sé tutte le potenzialità per svilupparsi incontrando ambienti, occasioni di esplorazione ed espressione, linguaggi diversi. L’infanzia è un tempo di immense potenzialità nel quale i bambini, attraverso relazioni ed esperienze, possono cominciare a costruire la conoscenza e ad esprimere la propria personalità.
  • LA PARTECIPAZIONE DELLE FAMIGLIE: i genitori sono partner essenziali del progetto educativo e avendo a loro volta necessità di poter sperimentare la propria funzione anche in un contesto più allargato di quello familiare, per confrontarsi, osservare diversi modelli di interazione e di sostegno allo sviluppo ed anche consolidare la fiducia nelle proprie capacità di saper “far crescere” i propri bambini, sono offerti molti momenti di incontro e confronto tra operatori e genitori sia a livello individuale che di gruppo, sulle domande dell’educare oggi i nostri figli.
  • IL LAVORO COLLEGIALE DI TUTTO IL PERSONALE: l’azione educativa diviene anche per gli adulti non solo una trasmissione di saperi e conoscenze, ma in un contesto di ‘ascolti plurimi’ diviene momento di scambio reciproco, di valorizzazione e arricchimento personale. L’insegnante si affianca al bambino come ricercatore: compito degli insegnanti è creare e proporre contesti in cui non è solo l’esito finale che interessa ma l’osservazione e l’ascolto dei percorsi e dei processi di apprendimento dei bambini, sia individuali che di gruppo.
  • L'IMPORTANZA DELL'AMBIENTE EDUCATIVO: lo spazio è il “terzo educatore” (dopo famiglia e insegnanti) sosteneva  Loris Malaguzzi: essi devono consentire al bambino di esprimere le sue potenzialità, le sue competenze e le sue curiosità; di poter fare e comunicare con gli altri; di poter rinforzare la sua identità, autonomia e sicurezza. Per questo si ha molto a cuore anche la qualità degli spazi definendoli in modo tale che ne sostengano l’approccio, funzionali alle autonomie che si vogliono offrire ai bambini e che, allo stesso tempo, permettano alle insegnanti di poter osservare e documentare i giochi, le ricerche, le scoperte dei bambini.
  • LA PRESENZA DELL'ATELIER e della FIGURA dell'ATELIERISTA: la creatività come una modalità di conoscenza che ciascun bambino possiede. E' essenziale valorizzare tutti i linguaggi verbali e non verbali dei bambini, accreditando loro pari dignità. Per alcuni linguaggi specifici, come quelli artistici, la creatività ha bisogno di un contesto che le consenta di esistere, di esprimersi, di comunicare e di rendersi visibile: l'Atelier è quindi il luogo che ha il fine specifico di integrare, ampliare, approfondire la creatività e le sue molteplici forme. L’Atelier inteso come “laboratorio del fare” accoglie in modo permanente non solo linguaggi grafici, pittorici, manipolativi, ma anche quelli del corpo legati al movimento, alla comunicazione verbale e non verbale, ai linguaggi iconici, logici, scientifici, naturali, etici, multimediali, pensando sempre ad un bambino che conosce con tutto se stesso.
  • LA PRESENZA della CUCINA INTERNA: essenziale per valorizzare l'idea che alimentazione significa salute, piacere, cultura e mettere in condizione i bambini di vivere appieno il linguaggio del gusto. Il momento del pranzo è tra i più importanti nella giornata di un bambino in età 0-6 anni: mangiare con gusto significa anche “stare bene”, essere sereni e mangiare insieme agli altri favorisce la convivialità.
  • IL COORDINAMENTO PEDAGOGICO e DIDATTICO: per realizzare tale progetto, che fonda la ricerca come atteggiamento permanente dei bambini e degli adulti, l’aggiornamento e la formazione professionale degli educatori sono condizioni indispensabili ed irrinunciabili.

Seguendo la centralità dei “cento linguaggi” di cui l’essere umano è dotato, tramite gli spazi atelier viene offerta quotidianamente ai bambini la possibilità di avere incontri con più materiali, più linguaggi, più punti di vista, di avere contemporaneamente attive le mani, il pensiero e le emozioni, valorizzando l’espressività e la creatività di ciascun bambino e dei bambini in gruppo.

APPROFONDIMENTI: