ORIGAMI – DONNA CORAGGIO 5: Roberta Mirata

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ORIGAMI - VOLO DI FARFALLA: DONNE & MAMME CORAGGIO 2020
  • "Non mi stancherò mai di sorridere. Il mio outfit preferito è il sorriso. Mi vesto tutti i giorni con un sorriso per far sì che la vita mi sorrida, nel bene e nel male"
  • (Roberta Mirata)

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ROBERTA MIRATA è LA QUINTA TESTIMONIAL del 2020

Sono grata a Roberta Mirata di aver accolto il mio invito perchè la testimonianza di una donna bella e sportiva, amante della vita, dell'avventura e della moda che ha superato il CANCRO AL SENO (nello specifico, tumore alla mammella) è un incoraggiamento a tutte noi a non arrendersi mai e, soprattutto a non perdere mai il sorriso, anche durante i momenti di prova più difficili come una malattia oncologica.

Tra l'altro ci accomuna una data precisa: il 30 maggio:  in questa data io, nel 2015 mi sono sposata con  l'uomo della mia vita, celebrando il matrimonio che sognavo fin da quando ero piccola; Roberta, il 30 maggio 2019. ha subito l'intervento di mastectomia che fortunatamente è andato meglio del previsto (capezzolo salvato e linfonodo sentinella non ancora allertato): nella stessa data la vita può riservare esperienze totalmente opposte ma se saranno affrontate con gratitudine, coraggio e fiducia aiuterà ad essere più forti di prima e determinate a vivere con la consapevolezza che tutto può cambiare in un istante.

Quest'anno ricorre il primo anniversario della guarigione di Roberta e sono lieta di  festeggiarla e poter condividere con Voi la sua stupenda testimonianza.

Roberta Miratanata a Catania, vive a Pavia ma si sente una cittadina del Mondo. Blogger e Personal Trainer,  ha studiato Ingegneria Edile/Architettura ed è amante della Fotografia. Creatrice di "METAMORHOSE CONCEPT": un blog che dal 2011 è in continua evoluzione.

Per Roberta lo SPORT è essenziale. Il suo primo amore è stato il basket nel ruolo di playmaker, fino a quando un problema al ginocchio le ha “sbarrato” la strada, proprio quando la sua squadra sale in Serie B. Dopo il passato da cestista, Roberta si dedica ad altri sport come pallavolo, pallanuoto, equitazione, OCR, corsa a media distanza e tanta palestra.

       

Come BLOGGER ed esperta PERSONAL TRAINER, partecipa spesso ad iniziative di carattere sportivo, di prevenzione e beneficenza

   

Ho chiesto a Roberta di spiegarci meglio la sua battaglia contro il tumore al seno e la sua esperienza di guarigione in merito alla CRESCITA e SVILUPPO dei nostri bambini e  al MIGLIORAMENTO di noi adulti: ossia, cosa un'esperienza faticosa come una malattia oncologica può insegnarci e come fare per affrontarla e superarla al meglio.

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  • 1) La dott.ssa Maria Montessori ha lasciato all'Umanità un Metodo educativo il cui motto principale è "AIUTAMI A FARE DA ME" e vede il bambino come persona completa, il cui destino è costruire una società nuova e improntata alla pace. Alla luce della Tua situazione personale e della malattia che hai dovuto affrontare, come valuti questo motto? Ritieni che sia importante anche per gli adulti? 

E' importantissimo anche per l'adulto. "Aiutami a fare da me" è un motto che non va generalizzato. Sin da piccoli siamo coccolati, ma è vero che si ha bisogno solo di una guida, quasi spirituale, più che di cammino vero e proprio. Sono andata via all'età di 23 anni perché avevo bisogno di intraprendere un viaggio senza alcuna paura ed i miei genitori hanno capito quanto fosse importante per la mia crescita. Loro mi hanno aiutata a fare da me, ad occuparmi di me stessa, aumentando autostima e fiducia in ciò che volevo essere. Gli stimoli esterni sono un trampolino per imparare e capire a "vivere". Tutto ciò mi ha portata a non vivere la mia malattia come il "male assoluto", bensì come crescita personale e come occasione per parlare di qualcosa che è vista ancora come un tabù, perché crea imbarazzo e se ne parla solo in privato. E' vero, ho avuto il cancro, ma io l'ho sconfitto con la mia fragilità e forza, con la mia paura ed il coraggio, con il pensiero di capire "perché a me" e la voglia di andare oltre ad ogni domanda.

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  • 2)  Il pedagogista Loris Malaguzzi ha insegnato che il bambino è dotato di CENTO LINGUAGGI, ossia plurimi accessi alla realtà e al mondo: per questo motivo egli deve essere messo nelle condizioni di attivare contemporaneamente più modalità espressive, esercitando contestualmente le mani, il pensiero e le emozioni. In questa ottica ritieni che la Tua condizione attuale di vita post-operazione sia di ostacolo o in sintonia con questa visione? Secondo Te la malattia può essere considerata una forma di linguaggio? Con quali finalità? 

Si dice "La vita è il 10% cio che ti accade e per il 90% come reagisci". Ecco, ognuno di noi è padrone del proprio destino, alla ricerca di qualsiasi cosa si voglia. Mi hanno sempre detto di essere una persona resiliente, in grado di reagire davanti alle situazioni più avverse. Mani, pensiero ed emozioni sono linguaggi che arricchiscono chiunque e che ci permettono di entrare in sintonia con ciò che ci accade. Mani, pensiero ed emozioni sono una sorta di parafulmine per gli "imprevisti", sono le reazioni che fanno la differenza. Si, la malattia è una forma di linguaggio. Il nostro corpo ci comunica che qualcosa in noi non sta andando per il verso giusto e che la nostra energia non è in armonia con l'ambiente esterno e con noi stessi. La malattia è una conseguenza con una causa ben precisa. Basta coglierla ed eliminarla.

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  • 3) Il Prof. Howard Gardner propone il superamento della vecchia concezione d’intelligenza come fattore misurabile tramite il Q.I. (quoziente di intelligenza) descrivendo il bambino come portatore non di un'unica intelligenza ma di DIVERSE INTELLIGENZE (linguistica, musicale, logico-matematica, spaziale, corporea-cinestetica, intrapersonale, interpersonale, naturalistica, spirituale) ovvero numerose strade/opportunità per raggiungere un obiettivo. La Tua esperienza di malattia Ti ha aiutata a scoprire e attuare diverse o nuove intelligenze che magari prima non avevi mai usato? 

La malattia mi ha fatto riscoprire l'intelligenza spirituale e intrapersonale che da un po' di tempo avevo accantonato. Ognuno di noi possiede tutte le diverse intelligenze (linguistica, musicale, logico-matematica, spaziale, corporea-cinestetica, intrapersonale, interpersonale, naturalistica, spirituale); il "trucco" sta nel saperle coltivare sin da piccoli e, perché no, riscoprirle da adulti perché sono in grado di farci superare ogni limite del quotidiano, sempre se si riescano ad utilizzarle in maniera consapevole.

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  • 4) Come donna, hai un consiglio che vuoi regalare ad una bimba di 2 anni, per il suo futuro? 

Uno dei miei scrittori preferiti è Paulo Coelho e quella di seguito è una frase che calza a pennello.

"Un bambino può insegnare sempre tre cose ad un adulto: a essere contento senza motivo, a essere sempre occupato con qualche cosa e a pretendere con ogni sua forza quello che desidera". 

Il mio consiglio è di diventare adulti ma rimanendo bambini, continuando a possedere l'abilità del sogno e della libertà.

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Trovi Roberta Mirata e il Suo blog qui: 

FB: Roberta Mirata - Blogger & Personal Trainer

IG: @robertamirata

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Un punto di riferimento in Italia per la prevenzione oncologica femminile è l'Associazione YAC Italia (Young Women Against Breast Cancer), fondata nel 2013 da Anna De Blasi e che rappresenta a livello nazionale le donne affette da tumore al seno, in particolar modo in età giovanile e/o con familiarità, in quanto è una fascia di età non protetta da screening mammografico

 

RINGRAZIO DI CUORE ROBERTA MIRATA PER LA SUA BELLISSIMA TESTIMONIANZA: Roberta porta i segni  della sua battaglia contro il cancro con fierezza e non si stancherà mai di ricordarci che "LA PREVENZIONE LE HA SALVATO LA VITA"... ed il sorriso, la positività e l'amore attorno a lei l'hanno aiutata ad andare avanti

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