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ORIGAMI – MAMMA CORAGGIO SVEVA

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ORIGAMI - VOLO DI FARFALLA: DONNE & MAMME CORAGGIO 2022

  • "Diverso è:
  • valorizzare le proprie caratteristiche,
  • stimolare le proprie passioni,
  • credere nelle proprie capacità,
  • osservare con curiosità,
  • vestire la propria vita di un vestito adatto a noi
  • e solo a noi"
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MAMMA SVEVA è L'OTTAVA TESTIMONIAL del 2022

origami-mamma-coraggio-sveva

Sono LIETA di presentarvi SVEVA, conosciuta su IG:  sono subito rimasta colpita dalla sua incredibile forza interiore, unita a profonda dolcezza, sensibilità ed empatia 

Sveva è, come ama definirsi lei, la mamma di Lyla, ma prima di ogni cosa è una donna. ⁣
E' un’insegnante, una moglie, una figlia, una mamma, un’amica, una nipote.

 

Sveva ha 2 figli e la sua primogenita Lyla ha la sindrome di down e ha avuto anche un ictus cerebrale che rallenta e limita la capacità di linguaggio.

Di Sveva apprezzo e ammiro il fatto che accompagna lo sviluppo e la crescita della sua bambina con una serenità ed una positività che fanno realmente commuovere e testimoniano l'amore puro e incondizionato di cui una mamma è capace verso il proprio bambino!

Sul suo profilo IG Sveva condivide la quotidianità familiare con semplicità e autenticità, raccontando econdividendo gli ostacoli, i successi e i traguardi raggiunti della sua bimba, le  fatiche di mamma, le preoccupazioni come genitori ed è un grande esempio per molte famiglie con figli con trisomia e sviluppo atipico che grazie a lei e in lei possono trovare un punto di riferimento positivo ed ispirante.

origami-mamma-coraggio-sveva

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Anche a Sveva ho posto le domande ispirate ai percorsi educativi che seguo con Kristel Sundari perchè sono convinta, come affermò la dott.ssa Montessori, che l'"educazione non è un momento isolato dell'esistenza ... bensì essa deve essere un concreto aiuto alla Vita in tutte le sue espressioni".

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  • La dott.ssa Maria Montessori ha lasciato all'Umanità un Metodo educativo il cui motto principale è “AIUTAMI A FARE DA ME” e vede il bambino come persona completa, il cui destino è costruire una società nuova e improntata alla pace.   Alla luce della Tua situazione personale con una figlia con la sindrome di down,  come valuti questo motto? Ritieni che sia importante anche per gli adulti?

Personalmente ritengo che sia importante per tutti i bambini, ancora più per coloro che hanno uno sviluppo atipico, che i loro genitori-educatori-docenti non si sostituiscano mai a loro ma creino situazioni in cui gli apprendimenti vengono appresi con un “accompagnamento laterale”.

Nel nostro caso questo accompagnamento è un po’ più lungo, un po’ più accorto, un po’ più vicino.

Come genitori di una bambina con T21 teniamo sempre ben presente che per creare e consolidare il maggior numero di autonomie possibile, il motto di Maria Montessori dev’essere fondamentale per il nostro metodo educativo.

Non possiamo però fermarci solo al pensiero dello sviluppo infantile ma dobbiamo pensare anche al futuro di nostra figlia, che diventerà adulta e avrà diritto ad esserlo nella misura in cui potrà, perciò il traguardo a cui noi miriamo è che la società si impegni a creare un contesto che permetta alle persone adulte con disabilità a fare da sé.

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  • Il pedagogista Loris Malaguzzi ha insegnato che il bambino è dotato di CENTO LINGUAGGI, ossia plurimi accessi alla realtà e al mondo: per questo motivo egli deve essere messo nelle condizioni di attivare contemporaneamente più modalità espressive, esercitando contestualmente le mani, il pensiero e le emozioni. Quanto per Te è importante saper coltivare, incentivare e valorizzare le proprie abilità e la forza interiore fin dalla più tenera età?  In questa ottica ritieni che la trisomia in un bambino sia di ostacolo o in sintonia con questa visione?

Lavorando nell’educazione avevo già delle solide nozioni riguardo la considerazione del bambino nella sua totalità. Individuo come tale, completo di plurime risorse e abilità. Ma la nascita di Lyla mi ha permesso di osservare e riconoscere che spesso siamo portati a vedere sempre “le stesse” abilità pensando siano le più importanti. Ma là, dove Lyla incontra delle difficoltà, (ad esempio nel verbale) sboccia con un’altra abilità e arriva al traguardo con altri mezzi e altre opportunità (ad esempio la lingua dei segni come mezzo comunicativo). Queste abilità noto spesso che sono più arricchenti e a volte molto originali.

Se permettiamo al bambino di scoprire con quali risorse può raggiungere il suo obiettivo, permettiamo anche di consolidare quelle competenze ed in seguito trasferirle per utilizzarle in altri contesti.

Mi vien da visualizzare la trisomia come una passeggiata in montagna senza scarpe. Un meraviglioso paesaggio, salite, discese, incontri di animali splendidi, tramonti e tanto altro, ma sei pur sempre senza scarpe e in alcuni punti questo la rende ancora più difficile e faticosa. Perciò sì, in alcuni contesti, (e non tutti, RICORDIAMOCELO!) vedo la mia bambina impegnarsi molto più dei coetanei per compiere delle azioni, delle consegne, ma se la osservo riesco a vedere quanto è creativa la sua mente che le permette di trovare soluzioni diverse per arrivare là dove vuole andare.

Concludo dicendo che per me la domanda non è tanto se la trisomia sia di ostacolo o in sintonia con questa visione, più che altro è; nei bambini a sviluppo tipico riusciamo a cogliere davvero le molteplici abilità e forze senza soffermarci su quello che la società ci indirizza a guardare?

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  • Il Prof. Howard Gardner propone il superamento della vecchia concezione d’intelligenza come fattore misurabile tramite il Q.I. (quoziente di intelligenza) descrivendo il bambino come portatore non di un'unica intelligenza ma di DIVERSE INTELLIGENZE  (linguistica, musicale, logico-matematica, spaziale, corporea-cinestetica, intrapersonale, interpersonale, naturalistica, spirituale)  ovvero numerose strade/opportunità per raggiungere un obiettivo. Sul Tuo profilo IG condividi la crescita della tua bellissima Lyla  che ha sindrome di down ma anche difficoltà di motricità fine causa ictus: secondo te quanto è importante e come si fa ad allenarsi alla fiducia  in se stessi, all'equilibrio psicologico e alla serenità interiori quando hai una bambina con qualche difficoltà di sviluppo  che sembrerebbe limitare la Tua/sua/vostra come famiglia vita? La condizione di Lyla  Ti ha aiutata a scoprire e attuare  diverse o nuove intelligenze che magari non avresti mai usato? O a renderti conto che, nonostante la trisomia, Lyla possiede altre abilità e intelligenze, fuori dalla norma?

Il percorso che ho fatto dalla diagnosi di Lyla, inconsciamente e consciamente, vorrei che fosse naturale per tutte le mamme, con figli dallo sviluppo tipico o atipico.

Ho imparato ad apprezzare ogni suo minuscolo traguardo, competenza, risorsa, apprendimento e ne ho fatto tesoro, consapevole che lo stesso è e sarà per sempre parte di lei, che lo stesso ne sta plasmando il suo carattere, che lo stesso la sta formando, come persona e come individuo a sé. Che seppur sia piccolo o grande, l’ha conquistato mia figlia, quella dolce e determinata bambina che sta crescendo in questo “veloce mondo”.

Ho imparato a sottolineare sempre quanto si sia impegnata e quanto sia stata coraggiosa a provare. Quanto sia stata creativa e originale. Questo spero la aiuti a credere in sé stessa e le permetta di riconoscere le sue grandi potenzialità.

Osservo sempre ciò che sa fare e non mi focalizzo mai in maniera negativa su quello che invece non è ancora in grado di compiere. Riconosco le sue abilità e ne traggo tesoro per proporre attività affini per altri apprendimenti.

Essere in grado di visualizzare e riconoscere le diverse e grandi abilità dei nostri figli permette noi di cambiare prospettiva e arricchirci di novità.

Lyla con la sua trisomia mi ha permesso di aprire la mente ed uscire dai classici cliché di crescita, apprendimento ed educazione che la società spesso ci propone.

Credo follemente nelle diverse intelligenze, ma le stesse hanno bisogno di un adulto che sia capace di osservarle e applaudirle, altrimenti rimangono a navigare nell’aria.

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  • 4) Come donna, moglie e mamma di una bambina con sindrome di down hai un consiglio che vuoi regalare ad una bimba di 4 anni e mezzo per il suo futuro?

“Cara bambina, guardati allo specchio e ringrazia tutte quelle cose che ti rendono unica!
Cara bambina, sai che le tue domande non saranno mai troppe?
Cara bambina circondati di persone come te, circondati di persone diverse da te!
Cara bambina, colorare fuori dai bordi è divertentissimo!
Cara bambina, non perdere mai la capacità di meravigliarti!”

(Lettera a una bambina, Rosenthal)

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TROVI  SVEVA VIA SOCIAL QUI

 

  @21sorrisi

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GRAZIE di CUORE CARA SVEVA per la SENSIBILITA' e l'EMPATIA CHE TRASMETTI, CONDIVIDENDO POSITIVITA', ACCOGLIENZA AMORE PER UNA VITA CHE SIA SEMPRE INCLUSIVA E PERCIÒ, REALMENTE UMANA
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  • "Insegna ai tuoi figli ad essere gentili con gli altri
  • Insegna ai tuoi figli che va bene essere diversi dagli altri"

origami-mamma-coraggio-sveva

 

 

 

 

 

 

ORIGAMI – MAMMA CORAGGIO PAOLA

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ORIGAMI - VOLO DI FARFALLA: DONNE & MAMME CORAGGIO 2022

  • "La resilienza è la capacità di riorganizzarsi
  • in base alle proprie necessità.
  • Abbiate fiducia in voi stessi troverete sempre una soluzione"
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MAMMA PAOLA è LA SETTIMA TESTIMONIAL del 2022

Sono LIETA di presentarvi Paola Sivoccia, conosciuta su IG:  sono subito rimasta colpita dal suo sorriso, empatia ed entusiasmo

Paola è la mamma di Marco e Marta, affetta da paralisi cerebrale infantile a seguito di parto prematuro alla 33° settimana mal gestito da un'ostetrica incompetente.

Di Paola apprezzo e ammiro il fatto che, quando ha compreso che Marta da sola non ce l'avrebbe mai fatta a migliorare ha reagito con coraggio, determinazione e positività. Insieme al marito Fabio si è rimboccata le maniche per garantire alla loro figlia un futuro migliore attraverso un presente sereno e felice.

 

Sui social (IG e TikTok) Paola condivide la quotidianità familiare con semplicità e leggerezza, cercando di mandare sempre dei messaggi felici e ottimisti perché non è di certo con la depressione che si risolvono i problemi

     

E giorno dopo giorno lei e la sua famiglia sono diventati un grande esempio e un grande conforto per molte famiglie in situazioni analoghe alla loro e che grazie alla loro serenità e complicità capiscono che si può essere felici nonostante tutto.

 

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Anche a Paola ho posto le domande ispirate ai percorsi educativi che seguo con Kristel Sundari perchè sono convinta, come affermò la dott.ssa Montessori, che l'"educazione non è un momento isolato dell'esistenza ... bensì essa deve essere un concreto aiuto alla Vita in tutte le sue espressioni".

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  • 1) La dott.ssa Maria Montessori ha lasciato all'Umanità un Metodo educativo il cui motto principale è “AIUTAMI A FARE DA ME” e vede il bambino come persona completa, il cui destino è costruire una società nuova e improntata alla pace.  Alla luce della Tua situazione personale con una figlia che ha subito una paralisi cerebrale infantile, come valuti questo motto? Ritieni che sia praticabile per bambini con disabilità e che sia importante anche per gli adulti?

Il motto "aiutami a fare da me" della dott.ssa Montessori mi rispecchia tantissimo e ti dico che è praticabile sui bambini con disabilità, anzi soprattutto sui bambini con disabilità perché incentivarli a fare le cose da soli sin da piccoli è la miglior cosa per far sì che poi da adulti siano più autonomi possibili

Questo motto non lo applico solo con Marta ma anche con suo fratello Marco e  cerco quanto più possibile di abituarlo fin da piccolo a fare da solo in modo che anche lui sia più autonomo possibile in tutte le cose. Ritengo che questo motto sia importante per tutti ma ancora più importante per le persone con disabilità

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  • 2) Il pedagogista Loris Malaguzzi ha insegnato che il bambino è dotato di CENTO LINGUAGGI, ossia plurimi accessi alla realtà e al mondo: per questo motivo egli deve essere messo nelle condizioni di attivare contemporaneamente più modalità espressive, esercitando contestualmente le mani, il pensiero e le emozioni. Quanto per Te è importante saper coltivare, incentivare e valorizzare le proprie abilità e la forza interiore fin dalla più tenera età? E' possibile anche con bambini diversamente abili? In che modalità?  In questa ottica ritieni che una situazione di diversa abilità come una paralisi cerebrale infantile in un bambino sia di ostacolo o in sintonia con questa visione?

E' importantissimo valorizzare le abilità del bambino sin da piccolo in modo tale da sostenerne l'autostima

Ciò è vero in generale per ciascun essere umano e a ciascuna età ma ancora di più  in questa epoca sociale e in questi anni soprattutto dopo il covid in cui la perdita  di autostima nei bambini è così frequente

Ovviamente è possibile valorizzare le abilità anche in bambini diversamente abili come Marta. Per esempio, ogni volta che fa dei progressi nelle sue terapie le facciamo gli applausi così che lei si possa sentire importante e capace ed ogni giorno le dico che è brava perchè le parole sono importantissime e possono sostenere molto l'autostima in base a come le scegliamo e usiamo

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  • 3) Il Prof. Howard Gardner propone il superamento della vecchia concezione d’intelligenza come fattore misurabile tramite il Q.I. (quoziente di intelligenza) descrivendo il bambino come portatore non di un'unica intelligenza ma di DIVERSE INTELLIGENZE (linguistica, musicale, logico-matematica, spaziale, corporea-cinestetica, intrapersonale, interpersonale, naturalistica, spirituale) ovvero numerose strade/opportunità per raggiungere un obiettivo. Sei moglie di Fabio e mamma di Marco e Marta e sui Tuoi canali social (IG e TikTok) crei contenuti che, in modo positivo e leggero, comunicano e divulgando messaggi di inclusione e di sensibilità: secondo te quanto è importante e come si fa ad allenarsi alla fiducia in se stessi, all'equilibrio psicologico e alla serenità interiori quando uno dei Tuoi figli ha una disabilità che apparentemente sembrerebbe limitare la Tua/sua/vostra come famiglia vita? La paralisi cerebrale infantile di Marta  Ti ha aiutata a scoprire e attuare diverse o nuove intelligenze che magari non avresti mai usato? O a renderti conto che, nonostante il trauma subito che l'ha resa disabile, Marta possiede altre abilità e intelligenze, fuori dalla norma?

Nei nostri canali social pubblichiamo contenuti positivi e allegri e cerchiamo di dare forza alle famiglie che si trovano nella nostra stessa situazione

Abbiamo iniziato per gioco e stiamo continuando perché riceviamo quotidianamente tanti messaggi di ringraziamento da parte di famiglie che ci scrivono grazie, che trasmettiamo loro tanta forza, che grazie a noi tutto è cambiato e quindi è un piacere continuare. La serenità interiore quando uno dei tuoi figli ha una disabilità arriva col tempo: sarei bugiarda e falsa a dire che noi siamo stati sempre sereni perché all'inizio anche noi abbiamo passato un periodo difficilissimo e anche noi ci siamo fatti prendere dal panico però poi la serenità arriva col tempo, vivendo la situazione e rimboccandosi le maniche. Sicuramente è anche una questione di carattere e l'importante è che non bisogna mai abbattersi 

Marta non limita assolutamente la mia vita: magari agli occhi degli altri sembra che avere un figlio con disabilitati limiti, invece no, Marta non ci limita in nulla e possiamo fare tutto quello che vogliamo ovviamente cerchiamo di organizzarci per fare in modo che lei non si stanchi eccessivamente, per esempio per le vacanze cerchiamo location con tutte le comodità e con tutti i confort possibili, però possiamo fare davvero.

Marta ha aiutato sia a me che mio marito che nostro figlio Marco a vivere in modo diverso. Ora grazie a Marta diamo un peso diverso alla vita e non diamo più importanza ai piccoli problemi futili

Viviamo veramente bene grazie a Marta perché ci siamo resi conto di quali sono i veri problemi, quindi delle cose futili dei piccoli problemucci non ci interessa e non ci fa più paura niente

Marta fortunatamente è una bambina intelligentissima e possiede tutte le abilità che possediamo noi normodotati però a modo suo 

Marta poi ha un super potere ossia il potere di renderci felici perché grazie a lei sorridiamo sempre e abbiamo scoperto un nuovo mondo bello bello bello bello

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  • 4) Come donna, moglie e mamma di una ragazzina che ha subito una paralisi cerebrale infantile, hai un consiglio che vuoi regalare ad una bimba di 4 anni e mezzo per il suo futuro?

Credi sempre in te stessa e andrà tutto bene; non ti arrendere mai e se credi in qualcosa continua continua continua continua, credi sempre in te : questo è il mio consiglio

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TROVI  PAOLA VIA SOCIAL QUI

 

 @imartuccia09

 vm.tiktok.com/ZMeqFv5Xc

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GRAZIE di CUORE CARA PAOLA per l'ENTUSIASMO, la SENSIBILITA' e l'EMPATIA CHE TRASMETTI, CONDIVIDENDO  CONSAPEVOLEZZA, SPERANZA, POSITIVITA', ACCOGLIENZA AMORE PER UNA VITA CHE SIA SEMPRE INCLUSIVA E PERCIÒ, REALMENTE UMANA
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"Per essere unici bisogna essere diversi
Oltre ogni limite"

 

 

 

 

 

ORIGAMI – MAMMA CLIO

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ORIGAMI - VOLO DI FARFALLA: DONNE & MAMME CORAGGIO 2022

  • "Cresciamo insieme ai nostri figli,
  • con gioia, con più leggerezza,
  • sentendoci sostenuti e accompagnati.
  • Ci godremo ogni tappa"
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MAMMA CLIO è LA SESTA TESTIMONIAL del 2022

SONO LIETA di presentarvi Clio Franconi, Consulente genitoriale, facilitatrice certificata in Disciplina Positiva, creatrice del percorso online per genitori “TEMPO per Crescere”, e fondatrice del Summit per l’Educazione Positiva e della piattaforma di contenuti Parent: Smile and grow,

Ho conosciuto Clio indirettamente a maggio 2021 grazie al Summit di Educazione Positiva che organizza (a cui ho poi avuto il piacere di partecipare nell'edizione di maggio 2022 dedicata alla Fatica genitoriale) e sono subito rimasta colpita dal suo sorriso, empatia ed entusiasmo

Come lei stessa ama presentarsi, "Clio ricorda con una smorfia-mezzo-sorriso gli incontri ravvicinati con dottori e dottoresse stile “Gastani-Frinzi” e non esita a raccontarti di quella volta in cui per calmare la figlia in lacrime ha commesso tutti gli errori elencati nei manuali di pedagogia.  Da assistente di direzione di una grande azienda francese, laurea in economia per l’arte, la cultura e la comunicazione in tasca, diventata mamma di due bambini Clio si è scoperta poco preparata alle rabbie funeste che avrebbero sconvolto la famiglia (coi sensi di colpa invece aveva già esperienza), e ha deciso di condividere il suo percorso alla ricerca di meno urla e più sorrisi per aiutare altri genitori a fare lo stesso"

Di Clio apprezzo e ammiro il fatto che parte sempre dalle sue esperienze personali con autoironia per offrire comprensione e rendere accessibile un nuovo modo di considerare l’educazione basato sul rispetto dei bisogni sia del bambino che del genitore, sul rispetto delle regole con empatia.

 

E come lei, condivido pienamente il punto fermo che è fondamentale imparare ad approfittare e godere di ogni tappa della crescita dei nostri figli, consapevoli del fatto che ciò richiede che accettiamo di crescere insieme a loro.

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Anche a Clio ho posto le domande ispirate ai percorsi educativi che seguo con Kristel Sundari perchè sono convinta, come affermò la dott.ssa Montessori, che l'"educazione non è un momento isolato dell'esistenza ... bensì essa deve essere un concreto aiuto alla Vita in tutte le sue espressioni".

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1) La dott.ssa Maria Montessori ha lasciato all'Umanità un Metodo educativo il cui motto principale è “AIUTAMI A FARE DA ME” e vede il bambino come persona completa, il cui destino è costruire una società nuova e improntata alla pace. Alla luce  della tua missione di offrire comprensione e rendere accessibile un nuovo modo di considerare l’educazione basato sul rispetto dei bisogni sia del bambino che del genitore, sul rispetto delle regole con empatia, ritieni che questo motto sia importante anche per chi è già adulto?

La parola cui penso per rispondere alla tua domanda è “Integrazione”.

Quando si integrano due elementi, non si toglie nulla della specificità di ogni elemento, i due elementi continuano ad esistere anche separatamente, e allo stesso tempo, l’insieme dei due elementi è qualcosa di più grande che non la somma dei due elementi.

Mi viene in mente l’oceano, la sua maestosità, che è fatta da idrogeno e ossigeno messi insieme. Mi viene in mente anche l’integrazione riuscita tra culture diverse, che non si annullano a vicenda, ma portano a una nuova evoluzione.

Gli esempi possibili sono tanti e credo davvero che raggiungiamo un vero benessere quando riusciamo a vivere questo tipo di integrazione in noi stessi e nelle relazioni con gli altri.

Per vivere bene, abbiamo bisogno, come specie umana, di essere in relazione con altri esseri viventi, ma non di annullare parti di noi per poterlo fare.

Nel motto “aiutami a fare da me” ci vedo questa lettura: aiutami a portare luce sulle mie ombre, a raggiungere quella consapevolezza che mi permette di restare integro nell’interconnessione con gli altri esseri viventi con cui sono in relazione.

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2) Il pedagogista Loris Malaguzzi ha insegnato che il bambino è dotato di CENTO LINGUAGGI, ossia plurimi accessi alla realtà e al mondo: per questo motivo egli deve essere messo nelle condizioni di attivare contemporaneamente più modalità espressive, esercitando contestualmente le mani, il pensiero e le emozioni. Sei consulente genitoriale, facilitatrice certificata in Disciplina Positiva, creatrice del percorso online per genitori “TEMPO per Crescere”, e fondatrice del Summit per l’Educazione Positiva e della piattaforma di contenuti Parent: Smile and grow : quanto è importante saper coltivare, incentivare e valorizzare le proprie abilità e la forza interiore fin dalla più tenera età? In che modalità?

Prima di tutto, portiamo alla luce una delle grandissime scoperte di questi anni: la plasticità del nostro cervello. Questa è una scoperta meravigliosa perché ci dice che siamo in continua evoluzione e con l’esercizio e la ripetizione, possiamo continuamente progredire nelle cose che facciamo. 

Ci dice anche che noi non siamo i nostri risultati o i nostri errori: o meglio, i risultati non misurano una nostra identità assoluta e immutabile, ma sono semplicemente una finestra sulle risorse che abbiamo messo in campo in quel preciso momento.

Credo allora che quello che sia da inseguire è la capacità di vedere gli errori come delle opportunità di evoluzione e di crescita, della possibilità di riprovare ed esercitarsi o trovare le risorse che servono per raggiungere l’obiettivo che ci sta a cuore, anziché come il segnale che “siamo sbagliati”.

Vissuta e compresa nel profondo, questa consapevolezza piuttosto nuova rispetto alle convinzioni diffuse nella società di oggi porta a una forza interiore incredibile: quella di chi si sente “amabile”, buono abbastanza solo perché ha ricevuto il dono della vita, al di là di quanti o quali risultati ha ottenuto; degno di avere il suo posto nel mondo a prescindere.

Questo non vuole negare il fatto che non tutti diventiamo bravi allo stesso modo in tutto, ognuno di noi è unico con le proprie passioni esperienze e specificità - ma se non ci sentiamo costantemente in dovere di dimostrare il nostro valore a qualcuno, siamo allora liberi di assumere piena consapevolezza su quali attività e scopi ci fanno vibrare dentro, ci fanno perdere la cognizione del tempo e sentire vivi, e che contemporaneamente dà un senso alla nostra esistenza nel mondo, rispetto agli altri esseri viventi. È là che avremo naturalmente voglia di continuare a esercitarci, superare gli ostacoli, perché sentiremo che quello sforzo è portatore di senso per noi e per gli altri.

Non so se c’è un ingrediente unico per accompagnare i nostri bambini a coltivare fin da piccolissimi tutto questo.

Direi intanto, il provare a coltivarlo noi adulti per noi. Vivere noi questa consapevolezza e andare noi alla ricerca di questa luce - e già sarà un grandissimo esempio per i nostri figli.

In secondo luogo, nelle piccole cose di ogni giorno puntare lo sguardo sulla ricerca di soluzioni anziché sul cercare colpe di fronte a un problema (esempio: se il bimbo rovescia l’acqua, lo guido a capire come asciugare ed eventualmente come evitarlo la volta successiva, anziché rimproverarlo perché non è stato attento).

Vivere le emozioni come una guida e non una colpa (anche qui, nelle piccole cose di ogni giorno evitare frasi e atteggiamenti come: “non devi piangere”, “i bravi bambini non si arrabbiano cosi”, “non ci si arrabbia per cosi poco”..)

Sottolineare l’impegno, lo sforzo, la concentrazione, il percorso, anziché il risultato.

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3) Il Prof. Howard Gardner propone il superamento della vecchia concezione di intelligenza come fattore misurabile tramite il Q.I. (quoziente di intelligenza) descrivendo il bambino come portatore non di un'unica intelligenza ma di DIVERSE INTELLIGENZE (linguistica, musicale,logico-matematica, spaziale, corporea-cinestetica, intrapersonale,interpersonale, naturalistica, spirituale) ovvero numerose strade/opportunità per raggiungere un obiettivo. Sei mamma di 2 bambini  e hai deciso di condividere il tuo percorso alla ricerca di meno urla e più sorrisi per aiutare altri genitori a fare lo stesso: secondo te quanto è importante e come si fa ad allenare un figlio/un bambino alla felicità?

Parto con una precisazione, perché potremmo definire la felicità in tanti modi diversi e a volte ho un po’ la sensazione che oggi la felicità sia diventato quasi uno status symbol, per cui se non ti mostri felice agli altri, vuol dire che sei sbagliato, che hai qualcosa che non va.

Penso invece che la felicità duratura e profonda sia possibile solo con la consapevolezza che la vita è 50% luce e 50% ombra. 50% cose belle e 50% fatiche, sfide e difficoltà.

Quando sono in pace con questo e sono disponibile a vivere sia il 50% di emozioni positive sia il 50% di emozioni negative senza far sì che queste diventino una definizione assoluta della mia identità, allora posso scegliere di essere felice. 

Diventa una scelta e un impegno a vivere con libertà: guardare a ciò che mi accade con curiosità anziché con giudizio, a sentire davvero ciò che viene smosso dentro di me e nelle relazioni con gli altri, e cercare di farmene guidare per andare verso il futuro restando però presente.

Direi fondamentale per vivere una vita ricca e piena e ritorno a quanto dicevamo nella risposta alla domanda precedente sul dare un senso alla propria vità, collegandosi alla propria forza interiore per creare un qualcosa di utile e bello anche per gli altri.

Bellissimo da leggere, non sempre facile da applicare nella quotidianità!

Però ecco per tornare al concreto, parto sempre da noi perché come fai ad allenare un figlio alla felicità se tu non la vivi e non la senti, la felicità? 

La felicità è una di quelle cose che si sperimenta, si sente, più che un concetto da descrivere. Per cui parto da questo: come posso io adulto allenarmi alla felicità? 

Posso iniziare con piccoli momenti in cui mi fermo a osservare, a sentire, ciò che mi fa stare bene. Piccole cose: i fiori colorati sui balconi, un uccellino sul davanzale; un bimbo che sorride alla sua mamma, una bella canzone alla radio.

Comincio con il ricollegarmi un attimo alle mie sensazioni, al mio corpo (tanto spesso siamo cosi persi nei nostri pensieri che ce ne dimentichiamo!)

Mi soffermo proprio sul notare come sto. Ci sono tensioni, qualche parte del corpo che mi fa male? Quando mi sento bene e pieno di gioia e di energia, come sto, come lo sento?

Mi dedico un pochino al giorno a questa esplorazione, mi permetto di sentire e di star bene con queste sensazioni, con i miei pensieri, con le mie emozioni.

Facendo riferimento alle diverse intelligenze di cui parli nella domanda, vuol dire anche permettermi in modo intenzionale di perseguire quelle strade che so corrispondermi meglio, riempire il mio serbatoio, facilitarmi anche i vari compiti andando ad attingere ai miei punti di forza.

E poi facciamo la stessa cosa con i bambini! Seguiamo il loro sguardo, interessiamoci con curiosità al loro modo di vedere il mondo! 

“Cosa ti piace? Qual è la parte che trovi difficile? Mostrami. Esploriamo insieme. Cosa hai pensato che ti ha reso triste / arrabbiato? Cosa hai sentito dentro di te? Cosa puoi pensare di diverso la prossima volta? Che altro avresti potuto fare?”

È seguire le loro affinità e incoraggiarli in quegli aspetti in cui si sentono invece scoraggiati o impauriti. È anche sperimentare insieme, provare e vedere l’effetto che fa, con la fiducia che qualsiasi saranno le sfide e le eventuali difficoltà che dovremo affrontare lungo il percorso, sapremo di volta in volta trovare le risorse per superarle.

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  • 4) Come donna, mamma, professionista del mondo educativo, hai un consiglio che vuoi regalare ad una bimba di 4 anni e mezzo per il suo futuro?

Risposta brevissima: Continua sempre a far brillare la tua luce!

Penso che sia davvero questa la cosa più importante da tenere sempre in mente - trascende qualsiasi diversità e unicità.

Cerca quella cosa che ti fa sentire viva, che ti fa luccicare gli occhi e ti riempie di amore per la vita. Condividila con gli altri senza paura - ci saranno sempre quelli che vorranno sminuirne l’importanza o ti metteranno in guardia delle difficoltà, ma tu non perdere mai di vista quella luce che hai dentro.

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 Parent: Smile & Grow

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GRAZIE di CUORE CARA CLIO per l'ENTUSIASMO, la SENSIBILITA' e l'EMPATIA CHE TRASMETTI, CONDIVIDENDO AUTO-IRONIA, RISPETTO e CONSAPEVOLEZZA PER UNA GENITORIALITA' CHE AIUTI I NOSTRI FIGLI AD ESSERE GLI UOMINI E DONNE POSITIVI DI DOMANI E CHE AIUTI NOI GENITORI A CRESCERE PER LORO E CON LORO.
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"Ricordati di sorridere"

 

 

 

 

ORIGAMI – DONNA BENEDETTA

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ORIGAMI - VOLO DI FARFALLA: DONNE & MAMME CORAGGIO 2022

  • "Ma tu sei proprio un bel progetto di donna ...
  • e tale ti faremo diventare!"
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DONNA BENEDETTA è LA QUINTA  TESTIMONIAL del 2022

SONO LIETA di presentarvi Benedetta, Dottoressa in giurisprudenza (con argomento della tesi di laurea discussa all'Università degli Studi di Salerno: “Diritti delle persone con disabilità e Costituzione”); Project manager esperta in disabilità; fotomodella; speaker radiofonica; esperta motivazionale; ideatrice ed organizzatrice di eventi di moda inclusivi con modelle diversamente abili; attivista per i diritti dei disabili.

Benedetta DeLuca è nata con una malattia molto rara (agenesia del sacro che può colpire un bambino su 60.000), non ha mai camminato e vive da sempre su una sedia a rotelle, con un’altezza di circa 20 centimetri inferiore a quella media. A scuola non si è mai sentita discriminata o diversa fino a quando non è stata organizzata una gara di ballo. Dopo un primo momento di sconforto Benedetta, sostenuta e supportata moltissimo anche dall'amore dei suoi genitori, ha deciso di non lasciarsi scoraggiare e che, con o senza gambe, avrebbe comunque sempre vissuto pienamente la propria vita.

Benedetta vive oggi una vita totalmente normale ed è un punto di riferimento per migliaia di persone, diversamente abili e non.

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Ho conosciuto Benedetta nel 2019 a Milano, durante il @beautybites Masterclass di @chiaraferragni @manuelemameli Durante quell'evento, Chiara ringraziò personalmente Benedetta per aver colto e accolto la sua visione di  vocazione per la "Bellezza" come strumento per promuovere accettazione e valorizzazione di sè, a 360°.

Ricordo perfettamente come Chiara si commosse leggendo la lettera di Benedetta e ricordo come anche io mi commossi dopo aver incrociato lo sguardo di Benedetta, questa donna dai grandi occhi blu seduta su una sedia a rotelle

Ogni esperienza che facciamo è un opportunità spirituale. Ciascuno nella vita ha le sue prove da affrontare: quando le difficoltà sono comprese, accolte ed integrate quasi sempre la condizione o situazione cessa di presentarsi, in quanto ha assolto alla sua funzione animica. Raramente accade che permanga: ciò accade solo se essa stessa è funzionale allo scopo animico, il quale può venire assolto solo attraverso la sua l'accettazione, la gratitudine e la messa al servizio di quel talento. E' un'energia ben diversa dalla rassegnazione e persone come  Michel Petrucciani, Anthony Robbins o Stephen Hawkings ne sono la testimonianza. Ebbene, per me Benedetta appartiene a questi "giganti" dell'Umanità , a quei  "fuori scala" che hanno fatto della loro eccezionalità un dono per il mondo.

La vita di Benedetta è un trionfo della propria unicità per sé stessi e gli altri.

Da sempre anche amante del mondo beauty, del make- up e della moda, Benedetta ha fondato un suo brand di moda inclusiva: “Italian Inclusive Fashion” con l’idea di creare abiti eleganti ma pratici per chi ha una disabilità.

Tramite i suoi canali social (dove può contare su una community molto ampia e affezionata di followers con cui quotidianamente condivide i suoi contenuti) Benedetta si rende portavoce di un messaggio di empowerment, diversity&Inclusion e bodypositive, per abbattere stereotipi e pregiudizi cercando di far capire che anche una donna con disabilità, può essere bella, femminile e sensuale. Con un pizzico di ironia e autoironia, da voce ad alcune problematiche tanto discusse, quanto inascoltate. Attraverso la sua storia, le sue esperienze lavorative e professionali Benedetta testimonia chiaramente cosa significa generare VALORE attraverso l’ INCLUSIONE delle diversità: per questo i Brand la scelgono per rappresentare i loro prodotti o i loro valori

    

Benedetta è GENDER & INCLUSION EDITOR di @thewom con il ruolo di  essere un riferimento editoriale per tutte le tematiche relative a parità di genere, realizzazione e valorizzazione personale femminile e diversity & inclusion. E' inoltre anche uno dei membri del “ The WOM committee” progetto che coinvolgerà donne autorevoli provenienti da vari settori professionali.

Benedetta è testimonial ufficiale di @uniamomalattierare

  

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Anche a Benedetta ho posto le domande ispirate ai percorsi educativi che seguo con Kristel Sundari perchè sono convinta, come affermò la dott.ssa Montessori, che l'"educazione non è un momento isolato dell'esistenza ... bensì essa deve essere un concreto aiuto alla Vita in tutte le sue espressioni" ed ora con il conflitto Russia-Ucraina, l'educazione alla pace è essenziale e prioritaria per la formazione di esseri umani capaci di resposabilità ed umanità.

 La dott.ssa Maria Montessori ha lasciato all'Umanità un Metodo educativo il cui motto principale è “AIUTAMI A FARE DA ME” e vede il bambino come persona completa, il cui destino è costruire una società nuova e improntata alla pace. Sui Tuoi canali social crei contenuti per comunicare e divulgare un messaggio di inclusione e di sensibilità verso alcuni argomenti che vivi sulla Tua pelle: ritieni che questo motto sia importante ancora oggi e anche per chi è già adulto?

Posso rispondere a questa domanda immaginandomi, non essendo madre, come figlia. Una figlia che, inevitabilmente ha avuto bisogno di un supporto triplicato da parte di mia madre. Mentre gli altri bambini camminavano per andare a prendersi qualcosa mia madre camminava per me, mentre gli altri bambini giocavano io ero in ospedale sola con lei. Insomma avrei voluto essere aiutata a fare da me ma non sempre questo mi era possibile senza il suo aiuto. Da bambina speravo e credevo che, una volta adulta, avrei davvero fatto da me tutto. Eppure mi sbagliavo. Evidentemente ero una sognatrice e immaginavo un mondo privo di ogni barriera, mentale e architettonica. Quindi, sulla base di questo pensiero, ritengo che questo sia un motto importante ad ogni età.

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Il pedagogista Loris Malaguzzi ha insegnato che il bambino è dotato di CENTO LINGUAGGI, ossia plurimi accessi alla realtà e al mondo: per questo motivo egli deve essere messo nelle condizioni di attivare contemporaneamente più modalità espressive, esercitando contestualmente le mani, il pensiero e le emozioni. Tu sei una grande appassionata di beauty, make- up e moda (ed hai anche fondato un tuo brand di moda inclusiva: “Italian Inclusive Fashion” con l’obiettivo di creare abiti eleganti ma pratici per chi ha una disabilità) :  quanto per Te è importante saper coltivare, incentivare e valorizzare le proprie abilità e la forza interiore fin dalla più tenera età? In che modalità? Ce la si può fare da soli o serve aiuto?

Credo che un aiuto sia fondamentale. Io sono stata spronata ed aiutata molto da bambina. Sia a prendermi cura di me, a capire che avrei potuto fare tutto quello che desideravo nella mia vita ( forse ad eccezione della ballerina di danza classica per motivi tecnici ! ) a credere in me. Ma sono stata fortunata perché ho avuto una madre molto attenta ai miei bisogni, molto vicina ai miei desideri e delicata verso la mia disabilità e se questo può sembrare una cosa scontata, vi assicuro che invece non è così perchè ricevo ogni giorno tante testimonianze di vita in direct su IG e molto spesso mi raccontano che la prima difficiolta nell'accettazione della disabilità la vivono nella propria famiglia. 

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  • Il Prof. Howard Gardner propone il superamento della vecchia concezione d’intelligenza come fattore misurabile tramite il Q.I. (quoziente di intelligenza) descrivendo il bambino come portatore non di un'unica intelligenza ma di DIVERSE INTELLIGENZE (linguistica, musicale, logico-matematica, spaziale, corporea-cinestetica, intrapersonale, interpersonale, naturalistica, spirituale) ovvero numerose strade/opportunità per raggiungere un obiettivo. Hai una laurea in giurisprudenza e sei abilitata alla professione forense: secondo te quanto è importante e come si fa ad allenarsi alla fiducia in se stessi, all'equilibrio psicologico e alla serenità interiori quando si ha una disabilità che apparentemente sembrerebbe limitare la propria vita? La Tua disabilità Ti ha aiutata a scoprire e attuare diverse o nuove intelligenze che magari  avresti mai usato? O a renderti conto che, nonostante la disabilità, hai numerose abilità e intelligenze, fuori dalla norma?

Ti ringrazio per le belle parole in primis.

La mia disabilità non è mai stata un trampolino di lancio o una via preferenziale né tantomeno una condizione talmente negativa da fermare i miei progetti o almeno questo non sempre. Sicuramente tanti sogni e progetti ho dovuto metterli in "stand by " per la mia salute labile e per i miei frequenti ricoveri ospedalieri ma al contempo avendo vissuto da sempre con una disabilità ho acquisito maggiore autorevolezza, sensibilità e coerenza verso alcune tematiche ed argomenti , come specializzarmi in diritti delle persone con disabilità o nella D&I o la moda inclusiva. Diciamo che è stata una condizione che mi ha spronato sotto certi versi e limitato verso altri generando comunque una sorta di equilibrio nelle mie scelte professionali e personali. 

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  • Come donna, modella, influencer e scrittrice, hai un consiglio che vuoi regalare ad una bimba di 4 anni per il suo futuro?

Sicuramente non è facile ed infatti ammiro tanto le mamme di oggi, le ritengo davvero forti e coraggiose ad insegnare amore, rispetto altrui e senso civico in una civiltà che alle volte perde questi valori. Ma esistono mamme come te che invece ci provano e ... ci riescono! Quello che direi ad una bimba di 4 anni è di credere sempre in se stessa, di dar valore alla propria unicità e di non rimanere semplice spettatrice del mondo aspettando che gli altri facciano qualcosa per cambiarlo ma, al contrario, prendere in mano questa vita e farne un capolavoro per se stessa e per gli altri. 

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 Benedetta DeLuca

 Benedetta DeLuca

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GRAZIE di CUORE CARA BENEDETTA per l'ENTUSIASMO, la SENSIBILITA' e l'EMPATIA CHE TRASMETTI, CONDIVIDENDO SPERANZA, RISPETTO, CONSAPEVOLEZZA, ACCOGLIENZA E AMORE PER UNA VITA CHE SIA SEMPRE INCLUSIVA E PERCIÒ, REALMENTE UMANA
  • “ Se si sogna da soli è solo un sogno.
  • Se si sogna insieme è la realtà che comincia.”